Quale look per una città che, tra l’altro, continua ad avere anche pretensioni turistiche?
Gli ultimi fatti di cronaca di questi mesi hanno richiamato l’attenzione sul problema. A farlo, prima delle ferie estive, sono stati gli agenti della polizia. Con un provvedimento al quale, quanto meno, non è mancato l’effetto sorpresa, hanno affibbiato una bella multa a due ragazze, colpevoli di essersi volute gustare una birra sedute sui gradite della buona statua di san Giovannino. Un piacere che è costato loro caro e che ha sollevato un putiferio.
Un “museo diffuso” che comprende 30mila chiese storiche, 3mila santuari, 400 monasteri e altrettante abbazie. “In Italia i beni culturali ecclesiastici costituiscono almeno i due terzi del patrimonio nazionale". Così don Mario Lusek, direttore dell'Ufficio Cei di pastorale del tempo libero, illustra la realtà del nostro Paese nella quale la Chiesa, gioca un ruolo significativo.
In estate emerge più chiaramente il valore di questo "patrimonio", perché molte persone si muovono, visitano santuari, percorrono tratti di antiche vie dei pellegrini, sostano presso monasteri e conventi.
Turista, pellegrino, viator: le tre parole intorno alle quale si muove la riflessione proposta quest’anno dai vescovi italiani in occasione delle ferie estive e per una utile esperienza di questo singolare e insieme per alcuni aspetti contraddittorio periodo dell’anno, nel quale emerge il bisogno di riposo, pace e quiete.
Adesso che il Palazzetto è pronto (o quasi)! La notizia che la squadra vigevanese di basket non potrà partecipare al campionato 2010-2011 di A2 è piovuta sulla città come un temporale estivo, ma non inatteso. Per questo ha fatto più male.
Sabato scorso, infatti, la Federazione ha deciso di non ammetterci al prossimo campionato. Colpa, in fin dei conti, del dissesto economico dei bilanci della società sportiva vigevanese, e del naufragio dei tentativi, messi in atto in queste settimane d’inizio estate da parte dei dirigenti della squadra. Ma è come se fosse crollata una città. Il clima, in fondo, è questo.
Pare incredibile, ma della fine dei nostri giallo-blu, in questa città, importa proprio a pochi. In questi giorni, pare ripetersi lo stesso copione già andato in scena in questi mesi. Silenzio assoluto. Cioè, indifferenza. Per lo sport. ma forse, per la città. Pochi, infatti, tranne qualche eccezione, hanno avuto il coraggio di esprimere qualche indignazione per quanto avvenuto. Forse pochi hanno capito che quanto accaduto alla squadra di basket è l’immagine di quanto sta accadendo alla città. Una storia che pare priva di futuro. Più d’uno, infatti, forse senza capire, alla nostra richiesta di commento, ha risposto dicendo che il problema non lo riguarda.