LA DIOCESI
La Diocesi di Vigevano creata da Papa Clemente VII il 16 marzo 1530, su istanza di Francesco II Sforza, duca di Milano, contava allora solo tre parrocchie: S. Ambrogio di Vigevano, S. Albino di Mortara e S. Gaudenzio di Gambolò, ed era suffraganea di Milano. Nel 1535 si aggiunse la Abbazia di S. Maria di Acqualunga. Nel 1817 per decreto di Pio VII si ampliava a tutta la Lomellina diventando suffraganea di Vercelli. Nel 1829 avveniva lo scambio di Gravellona con Sozzago. Con decreto di Paolo VI nel 1974 la Diocesi ritornava suffraganea di Milano.
Il Seminario diocesano fondato il 27-5-1565 dal Vescovo Maurizio Pietra al suo ritorno dal Concilio di Trento, fu aperto il 1° gennaio 1566; la Biblioteca, già ampliata e arricchita dal Vescovo Toppia, nel 1964 incorporò quella di S. Ignazio; la torretta meteorologica venne elevata nel 1872. La costruzione della Curia Vescovile avvenne per opera del Vescovo Pietrasanta († 1666); i registri anagrafici ebbero anche valore civile sino al 31-12-1865. Il 10 maggio 1710 nasceva la Congregazione di S. Carlo che nel 1956 annetteva quella di S. Pietro in Mede. I Vicariati Foranei eretti nel 1817, furono ristrutturati nel 1940 e nel 1971; assumevano l’attuale composizione dal 1° febbraio 1972. Le Parrocchie, dopo la revisione del 1986, assommano a 87 e sono distinte in 6 Arcipreture (Duomo, Pieve Albignola, Rosasco, S. Martino Siccomario, Sommo, Zeme), 67 Prevosture, 14 Rettorie; appartengono a 51 Comuni; una Parrocchia ha la sede comunale fuori Diocesi (Balosse Bigli di Mezzana Bigli) ed una è fuori Provincia (Sozzago, in provincia di Novara). La popolazione della Diocesi al 31 dicembre 2000 assommava a 177.477 abitanti, su una superficie di 1.509 kmq.
I MEZZI DI COMUNICAZIONE
Anche nella Chiesa vigevanese i mass-media si propongono finalità che li collocano al centro di un vero “progetto comunicazione”. Più precisamente:
– L’Araldo Lomellino vuole rispondere alla specificità dei settimanali cattolici italiani – ribadita dal recente documento programmatico della FISC – sforzandosi di essere “giornale della gente e del territorio”. Per questo si propone di essere una presenza significativa, cercando di leggere gli avvenimenti, le problematiche, le risorse del territorio nell’ottica dei valori evangelici, avendo presente che “la verità ci farà liberi” (Gv 8,32). Scopo del settimanale diocesano è anche quello di essere “luogo di incontro e di dialogo” per tutte le realtà ecclesiali locali, espresse nelle loro diverse dimensioni e molteplici ricchezze.
– L’Aurora della Lomellina rappresenta indubbiamente per la Chiesa diocesana una ricchezza da salvaguardare e da migliorare. Essa – oltre al compito fondamentale di essere “bollettino parrocchiale” – si propone come occasione di formazione e di catechesi, con una privilegiata attenzione alla vita ecclesiale in tutte le sue dimensioni, per “raccontare” il cammino pastorale della Chiesa.
– Radio Inchiesta si caratterizza per la sua immediatezza e quindi si propone di assicurare una presenza “attuale” della Chiesa nel territorio. Vuole essere un mezzo giovane, moderno, capace di comunicare con maggiore vivacità con quei “lontani” che spesso non vengono raggiunti dai “tradizionali” mezzi di comunicazione.
– Areopagos si propone di essere – in una prospettiva di pastorale missionaria, rivolta a formare una mentalità cristiana – centro di elaborazione e di diffusione di cultura ispirata ai criteri evangelici. “Cultura e comunicazione sociale, infatti, costituiscono un “areopago” di importanza cruciale ai fini dell’inculturazione della fede cristiana”.