Un volto tutto nuovo per l’abbazia di Santa Croce: l’ultimo restauro si è concluso pochi mesi fa e molta strada è stata fatta da quando, nel 2005, era stato necessario intervenire per sistemare alcune magagne che avevano colpito l’edificio sacro,a partire dalla presenza massiccia di umidità nei muri e sulle coperture.
Di tutto questo si è parlato giovedì scorso, 22 aprile, all’interno dell’Abbazia: sono intervenuti il parroco, don Gianni Camana, il responsabile dei restauri, l’architetto Carlo Protti, il tecnico della Soprintendenza ai beni artistici Paola Strada e le tre restauratrici dello studio Crd di Lazzate. Il parroco don Gianni Camana ha ringraziato tutti per l’enorme impegno profuso: «Vorrei dire grazie a tutti coloro i quali hanno contribuito a questo restauro, partito nel 2005 e finito nei primi mesi di quest’anno». Il parroco ha sottolineato anche l’atmosfera di concordia che ha regnato in tutti questi mesi di lavoro, in cui si sono dovute affrontare anche questioni inaspettate.
Santa Croce ora ha un nuovo sagrato, un ingresso laterale che consente di abbattere le barriere architettoniche, ma anche un nuovo aspetto interno, grazie alla riscoperta dei tondi che decorano il soffitto, realizzati nel 1904 dal pittore medese Ferdinando Bialetti, specialista in ritratti, dalla grande forza, e che erano stati coperti negli anni ‘60. Sono state inoltre riportate alla luce le nicchie che decoravano le colonne, e tutte le pareti sono state ridipinte in un colore più chiaro, sostituita l’illuminazione e rifatto completamente il tetto. E’ stata inoltre restaurata l’enorme tela settecentesca che ora fa bella mostra di sè alle spalle dell’altare, «Leggenda del ritrovamento della vera croce»: «Siamo finalmente riusciti ad attribuire questa tela ad un autore preciso - ha spiegato Paola Strada - si tratta del pittore pavese Francesco Barbieri, che ha dipinto anche alcune altre tele a Pavia, di cui due custodite in Duomo, una nella chiesa di San Francesco e una nella parrocchiale di Linarolo».
Sono intervenute anche le restauratrici del laboratorio Crd di Lazzate che hanno seguito sia il recupero dei tondi che della tela, dalle ragguardevoli dimensioni di circa 15 metri quadrati.
«Bisogna riconoscere che ai parroci è affidata la custodia della maggior parte del patrimonio artistico italiano - ha spiegato Giuse Cattaneo - la necessità di conservare i beni della memoria non è un lusso, ma una necessità». Hanno ringraziato oltre che don Camana anche don Gianluca Zagarese, parroco all’epoca dell’avvio delle opere.
Simona Marchetti
ALLARME CAMPANILE
Dopo tutto quello che è stato fatto, molto resta ancora da fare: oltre all’interno dell’abbazia di Santa Croce, resta aperto il problema del campanile, e l’intervento finale sul coro. L’allarme è stato lanciato dall’architetto Carlo Protti, responsabile dei restauri, durante l’incontro di giovedì scorso. Per quanto riguarda il campanile, ad essere a rischio non è la tenuta statica; hanno problemi le coperture ed anche alcune parti esterne. Già qualche tempo fa si era verificato qualche crollo, fortunatamente senza conseguenze, visto che la torre campanaria si affaccia su un’area usata anche dal pubblico, e dall’istituto Pollini. «La situazione ci preoccupa per vari motivi – ha spiegato Protti – Il campanile va messo in sicurezza, anche la copertura ha dei problemi: i travetti sono molto datati, e la cella campanaria è esposta agli agenti atmosferici». S.M.