Mortara, caso mensa, Farina a Mattino Cinque: «Presto tutti avranno un pasto normale»

«Dalla prossima settimana riprenderemo in mano la questione e vedremo se ci sarà la possibilità di dare a tutti i bambini un pasto normale».
LA PROMESSA Così il sindaco di Mortara Fabio Farina in diretta questa mattina, martedì 29 settembre, a Mattino Cinque sul caso mensa. Pasta, riso e carne in bianco per i bambini delle famiglie in ritardo nei pagamenti del servizio di erogazione dei pasti scolastici. È ciò che ha previsto l’amministrazione con una delibera di giunta del 10 settembre per quelle famiglie che «non hanno iscritto i propri figli al servizio mensa – continua Farina – quando sono iniziate le scuole c’erano 60 bambini non iscritti. Noi abbiamo solo chiesto ai genitori di portare l’Isee e di compilare il modulo per segnalare eventuali allergie dei bambini. Ci assumiamo la responsabilità di questa disposizione, ma comunque fino a questa settimana, sarà possibile effettuare l’iscrizione al servizio».
POLEMICHE A NON FINIRE La questione ha comunque causato diverse polemiche, ben oltre i confini della città dell’oca. Hanno infatti preso posizione anche i sindacati, Uil, Cisl, e Cgil che hanno espresso preoccupazione a riguardo: «Riteniamo profondamente sbagliato che una questione economica che riguarda gli adulti venga fatta ricadere sui più piccoli, rendendo visibile, proprio nel contesto scolastico, la condizione economica o debitoria della loro famiglia. Il Comune ha certamente il diritto e il dovere di recuperare i crediti dovuti e di chiedere alle famiglie il rispetto dei propri obblighi, ma esistono strumenti amministrativi, modalità di rateizzazione e servizi sociali con i quali affrontare le situazioni di morosità, distinguendo tra chi non può pagare e chi semplicemente non lo fa. I bambini non possono diventare lo strumento attraverso il quale esercitare pressione sui genitori. Ci preoccupa ancora di più la motivazione dichiarata alla base della scelta: l’idea che il bambino, ricevendo un pasto diverso e meno appetitoso, rispetto a quello dei compagni, possa lamentarsi a casa e indurre così la famiglia a saldare il proprio debito. La mensa scolastica non è soltanto un servizio: è parte del tempo educativo, un luogo di socialità e condivisione nel quale le differenze economiche e sociali dovrebbero scomparire, o almeno non essere sottolineate».
IL PD Simone Marchesi, segretario provinciale del Pd, chiede il ritiro del provvedimento: «Recuperare i crediti è un dovere del Comune, discriminare e mettere sotto pressione i minori non lo è – spiega – il Comune ha certamente il diritto e il dovere di recuperare quanto dovuto per i servizi comunali. Ma il recupero dei crediti deve essere rivolto a chi ne ha la responsabilità, attraverso gli strumenti amministrativi previsti dalla legge, non utilizzando il pasto scolastico come strumento di pressione sui minori e sulle loro famiglie. Ad ogni modo non si deve vedere se ci sarà la disponibilità, si deve dare a tutti i bambini un pasto normale, ma va fatto già da domani, anzi da ieri».

Edoardo Varese 

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