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martedì, Agosto 4, 2020
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    Home Coronavirus Calano in Lomellina i ricoverati in terapia intensiva

    Calano in Lomellina i ricoverati in terapia intensiva

    Situazione in lieve miglioramento negli ospedali del territorio lomellino. A Vigevano i ricoverati in terapia intensiva (dove ci sono 4 posti liberi) sono 10, contro i 14 della scorsa settimana, mentre ammontano a 78 i Covid della zona “grigia”, cioè i pazienti che potrebbero essere infetti: qui i posti liberi sono 47. Al San Martino di Mede, dove la disponibilità è di 15 posti letto, è rimasto un solo paziente che ha contratto il Coronavirus, mentre all’asilo Vittoria di Mortara ci sono 25 ricoverati (sia Covid che “grigi”) e ancora la disponibilità di 36 posti nel reparto di Medicina. Intanto, presso i reparti Covid-19, grazie alle donazioni giunte in questi giorni e alla disponibilità degli operatori tecnici e sanitari dell’azienda, sono iniziate le videochiamate alla famiglia, per coloro i quali non hanno la possibilità di utilizzare in autonomia un dispositivo smartphone o tablet. Questo servizio permette di mantenere attivi i contatti con i familiari dei pazienti ricoverati con il duplice beneficio, sia per il paziente che per la famiglia, di colmare il vuoto creato dall’assenza fisica degli affetti più cari e recuperare il supporto emotivo che l’immagine e la parola sono in grado di trasmettere.

    Il direttore dell'Asst Brait
    Il direttore di Asst Pavia Michele Brait

    Grazie al personale attento e disponibile, nonostante la fatica a loro richiesta in questo periodo, non viene trascurata l’importanza, soprattutto nei pazienti anziani, della vicinanza visiva della propria famiglia, di sostegno ed incoraggiamento alla guarigione. Il servizio, apprezzato anche dal personale sanitario, permette di comunicare più efficacemente ai familiari, l’evoluzione e l’aggiornamento del decorso clinico. «Grazie all’impegno di tutti – commenta il direttore di Asst Pavia, Michele Brait – abbiamo messo in atto uno stravolgimento organizzativo: continuiamo a fare il nostro mestiere di curare i malati, ma in modo completamente diverso da prima. Il necessario isolamento dei pazienti affetti da Covid-19, da un punto di vista emotivo, è una conseguenza pesante, sia per la persona malata che per il familiare che, a casa, attende notizie sul decorso della malattia. L’impossibilità di avere contatti diretti con le persone di riferimento, rende l’attesa ancora più penosa, pertanto promuoviamo questo servizio di videochiamata al letto del paziente che, oltre a favorire le relazioni affettive, permette di accompagnare in maniera positiva il percorso terapeutico».

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