Case di riposo: la resistenza di Vigevano, Tromello, Borgo e Parona

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De Rodolfi di Vigevano, San Martino di Tromello, Villa Mafalda Borgo San Siro, Casa per l’anziano di Parona: sono le rsa che hanno retto l’onda d’urto dell’epidemia senza un contagiato all’interno della struttura. Una “trincea” che ha respinto l’assalto grazie a tre strategie:

  • chiusura precoce degli accessi e delle visite
  • segnalazione di ogni sintomo sospetto negli operatori (gli unici che inavvertitamente avrebbero potuto introdurre il coronavirus)
  • rifornimenti adeguati di Dpi

Importante è stata anche la decisione di non riaprire le case di riposo quando la Regione ha dato indicazione di farlo, oltre a una dose di buona sorte.

(a cura di Giuseppe Del Signore, Davide Zardo)

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Borgo San Siro – Villa Mafalda

Borgo San Siro - Villa Mafalda
Borgo San Siro – Villa Mafalda

Nessun caso di Coronavirus nemmeno a Villa Mafalda, la casa di riposo di Borgo San Siro gestita dalla Sci Maro Srl di Milano, che in provincia di Pavia segue anche la Rsa di Borgarello.

Proprio in questi giorni abbiamo avuto i risultati dei tamponi – spiega l’amministratore unico, il dottor Nicola Sarnataro – e tutti i 53 ospiti di Villa Mafalda, oltre ai 65 di Borgarello, sono negativi

La soddisfazione non si nasconde: «È un gran sollievo per noi. Abbiamo chiesto ad Ats i tamponi anche per gli operatori e speriamo di ottenerli presto. Nel frattempo se qualcuno del personale accusa sintomi di qualunque genere, anche solo un mal di schiena, viene tenuto a casa e siamo in contatto con un referente di Ats che, sotto richiesta del medico della struttura, autorizza il tampone. Tutti gli operatori sanitari sono regolarmente dotati di mascherine e l’utilizzo corretto dei Dpi è una tutela per tutti gli ospiti». I decessi da gennaio ad aprile, rispetto all’anno scorso, sono meno della metà. «I parenti non entrano, gli operatori hanno le mascherine, gli ospiti stanno sempre al caldo e non escono mai. Abbiamo chiuso le visite il 22 febbraio, tranne che per l’ultimo salto ai pazienti terminali, e pure in questo caso preparati come in sala operatoria».

Anche quando la Regione ha autorizzato gli ingressi a un parente per volta abbiamo tenuto chiuso. All’inizio qualcuno ci ha detto che eravamo troppo rigidi, adesso invece ci ringraziano

Dz

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