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martedì, Settembre 29, 2020
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    Clinica Beato Matteo verso la normalità

    Sicurezza al primo posto per la clinica Beato Matteo di Vigevano, dove i pazienti Covid tanno diminuendo, permettendo così di riportare tutti i reparti alle proprie funzioni originarie. «In questo momento – spiega il direttore generale della clinica, il dottor Pietro Gallotti – stiamo lavorando alla ripresa dell’attività ospedaliera. Stiamo crescendo  in linea con le disposizioni di Regione Lombardia per tutelare la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari». Alla clinica vigevanese sono ripartiti gli interventi chirurgici di natura oncologica e urologica, e si i è ripreso anche a ricoverare nel reparto di medicina molti pazienti che aspettavano in lista ormai da alcune settimane.

    «In particolare – prosegue il dottor Gallotti – ci stiamo prendendo cura di quei pazienti con dolore non controllato da patologia oncologica, diabetici con complicanze che vanno seguite in ospedale e pazienti con infezioni respiratorie, urinarie e ferite infette. Anche i nostri pazienti con patologie reumatologiche possono tornare in reparto in totale sicurezza». I pazienti contagiati dal Coronavirus sono diminuiti, e questo è un buon segno che fa ben sperare per il ritorno alla normalità di tutta l’organizzazione della struttura appartenente al Gruppo San Donato.
    «Per quanto riguarda i pazienti Covid – spiega Gallotti – ne stiamo ancora seguendo una decina in un reparto dedicato. Sono contento di poter dire che stanno tutti bene e saranno dimessi nel giro di una settimana. Dopodiché l’area Covid rimarrà a disposizione per eventuali pazienti che arrivano tramite Pronto Soccorso e che devono quindi effettuare il tampone e sono in attesa dell’esito. Inoltre ci potrebbero essere pazienti che hanno sintomi Covid sfumati, i cosiddetti casi grigi, che vanno accertati. Queste tipologie di pazienti vengono tenuti sotto osservazione in camere singole in attesa ovviamente delle sito del tampone che va fatto entro le 72 ore dal ricovero. I pazienti Covid sono diminuiti nettamente e questo è l’unico segnale che ci permette di dire seriamente che l’infezione è sotto controllo, ma  proprio per questo dobbiamo fare maggiore attenzione e identificare precocemente quei pochi casi ancora in circolazione. Gli ambulatori lavorano con tempi allungati perché tra un paziente e l’altro, gli operatori sanitari devono sanificare l’ambulatorio come da protocollo. Tutte le specialità hanno ripreso a lavorare con capacità ridotta, ma contiamo di aumentare le visite nel giro di qualche settimana.
    La sicurezza dei nostri pazienti e dei nostri operatori è in cima ai nostri obiettivi e per questo siamo sempre cauti. Invito però i nostri pazienti a considerare l’ospedale un luogo di cura sicuro e di rivolgersi a noi con rinnovata fiducia».

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