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venerdì, Gennaio 15, 2021
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    Convegno sul coronavirus annullato per il coronavirus

    «Il convegno di Vigevano sul coronavirus è saltato a causa del coronavirus. La cancellazione avrà avuto delle motivazioni impeccabili, ma è l’emblema del cortocircuito perfetto». Scriveva così martedì in prima pagina sul Corriere della Sera Massimo Gramellini, citando l’appuntamento previsto martedì sera nell’aula consiliare del Comune di Vigevano, organizzato in collaborazione tra Comune e Regione Lombardia. Un parterre di tutto riguardo doveva infatti informare i vigevanesi su «Nuovo Coronavirus: l’informazione sulle pandemie – cos’è e come dobbiamo comportarci». Tra gli interventi previsti c’erano quelli di Michele Brait (direttore generale di Asst Pavia), Mara Azzi (direttore generale dell’Agenzia di Tutela della salute di Pavia), Marcello Tirani (referente controllo Malattie infettive Ats di Pavia), Raffaele Bruno (professore di Malattie infettive dell’Università di Pavia, e direttore dell’Uoc Malattie infettive della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia), Fausto Baldanti (professore di Microbiologia e Microbiologia clinica dell’Università di Pavia), Maurizio Daccò (medico di Medicina generale dell’Ats di Pavia) e Giorgio Rubino (medico di Medicina generale dell’Ats di Pavia, nonché presidente dell’Associazione medici di Famiglia di Vigevano). Tra le motivazioni dell’annullamento, oltre alle disposizioni regionale che vietavano gli assembramenti, ci sarebbe anche il fatto che molti degli stessi relatori avrebbero ritirato la loro disponibilità perché impegnati a tempo pieno in ospedale nelle attività di contrasto al virus. Il convegno era previsto in origine nell’aula consiliare del Comune di Vigevano. Nei giorni scorsi, dopo il diffondersi del contagio, era arrivata la decisione di spostarlo al teatro Cagnoni, per favorire una maggiore partecipazione. Nella mattinata di martedì è stata però comunicata la cancellazione. Una decisione che, ovviamente, non poteva non fare notizia, proprio per la sua insolita peculiarità. A riprendere la decisione inizialmente sono stati i social, prima di Corriere della Sera e Messaggero.

    Massimo Sala

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