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martedì, Settembre 29, 2020
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    Coronavirus, le direttive sanitarie

    Attività ambulatoriali in parte sospese e visite ridotte ai pazienti. L’esigenza di contenere il contagio del nuovo Coronavirus ha cambiato le modalità di fruizione degli ospedali del territorio, tra i quali quelli di Vigevano, Mortara e Mede.

    Secondo le direttive diffuse dall’Asst di Pavia, fino al 2 marzo l’attività ambulatoriale garantita sarà limitata, con eccezione per la Dialisi, che invece continuerà la normale routine

    In Cardiologia saranno effettuati i controlli post-operatori per pace maker, mentre in Chirurgia saranno garantite medicazioni semplici e complesse e la rimozione dei punti a seguito di interventi; stessa cosa in Ortopedia e traumatologia, dove si effettuerà regolarmente la rimozione di gesso e punti a seguito di interventi e visite di controllo. Attività ridotte anche in Radiologia (prestazioni radiologiche per controllo traumi), Oculistica (iniezioni intravitreali), Oncologia (MAC per trasfusioni e terapia oncologica), Urologia (MAC biopsie, cistoscopie, instillazioni genitourinarie, infusioni di sostanze ormonali, cambio di cateteri ureterali), Chirurgia Vascolare (attività normale di ecocolordoppler, visita con medicazioni semplici e complesse) e Ostetricia ginecologia (diagnosi prenatale, ecografie morfologiche e ambulatori di ostetricia, ginecologia oncologica).

    Per quanto riguarda gli altri ambulatori, presso i poliambualtori e gli ospedali sono garantite le prestazioni prenotate con priorità “U” (da erogare entro le 72 ore) e “B” (da erogare entro 10 giorni)

    sempre solo per le urgenze funzioneranno i laboratori per le analisi del sangue. Tutte le altre attività ambulatoriali sono temporaneamente sospese. In analogia alla sospensione dell’attività ambulatoriale, è altrettanto sospesa l’attività erogata in regime di libera professione intramuraria (ovvero quella praticata privatamente dagli stessi medici). Stop anche a tutte le attività a bassa intensità chirurgica. Il compito dei responsabili degli ambulatori sara quello di attuare tutte le misure utili ad evitare elevate concentrazioni di persone nelle sale di attesa.

    Per quanto riguarda l’utenza, in caso di mancata comunicazione di disdetta entro i tempi previsti non saranno applicate le sanzioni. I parenti dei ricoverati saranno tenuti ad accedere al letto dei pazienti solo in caso di necessità e uno alla volta, per evitare ovviamente grossi assembramenti. Vista l’emergenza Coronavirus, anche gli sportelli decentrati del Centro Antiviolenza presso l’Ospedale Civile e l’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano saranno chiusi fino a nuova disposizione. Sempre riguardo la clinica Beato Matteo, gli ambulatori della struttura rimarranno chiusi e non sarà erogata alcuna delle prestazioni programmate, esami del sangue o di radiologia, fino a nuove indicazioni; inoltre le visite nei reparti saranno consentite a un solo famigliare alla volta nelle ore dei pasti (12-13 e 18-19) stazionando nelle camere il minor tempo possibile. Vietato, ovviamente, l’ingresso di visitatori provenienti dai comuni della “zona rossa” limitrofa a Codogno.

    I pronto soccorso di entrambe le strutture vigevanesi rimarranno in funzione regolarmente: importanti sono però le indicazioni che giungono dagli operatori, che raccomandano ai pazienti con sintomi ricollegabili al Covid-19 di non recarsi ai Ps ma di chiamare gli opportuni numeri di emergenza, impedendo così qualunque rischio di contagio a persone con altre patologie o ai loro parenti.

    Anche le case di riposo hanno preso provvedimenti atti a evitare rischi di contagio, che sugli anziani ospiti e sul personale medico potrebbero avere conseguenze gravi:

    la direttiva regionale prevederebbe l’ingresso di un visitatore per paziente ma, stante le difficoltà di molte strutture nel portare avanti tali modalità, nelle Rsa del territorio sono in atto procedure più stringenti, che in alcuni casi arrivano al divieto di accesso dei visitatori se non in casi eccezionali, e comunque con le dovute precauzioni (mascherine e guanti)

    Provvedimenti ad hoc sono stati disposti anche per il canile di Vigevano: vietato l’accesso ai visitatori e a tutti coloro che presentano febbre, tosse o raffreddore; i volontari che prestato la propria opera presso il canile devono limitare le uscite esterne con i cani e, nel loro lavoro, utilizzeranno i dispositivi di protezione individuali messi a disposizione dall’azienda; le consegne degli animali, inoltre, saranno limitate a quelle già programmate.

    Alessio Facciolo

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