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    Denuncia unitaria del sindacato: «Gravissima situazione nelle Rsa pavesi»

    Allarme rosso nelle Rsa pavesi, dove la situazione è gravissima. Lo dicono senza mezzi termini le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil che , attraverso un comunicato congiunto, denunciano a gran voce «la grave situazione venutasi a creare all’interno delle Rsa della nostra Provincia e la grave resistenza a comunicare dati di cui si dichiara l’esistenza, ma l’impossibilità alla diffusione». Le rappresentanze sindacali rendono noto il documento in seguito ad un incontro in prefettura con il prefetto di Pavia Rosalba Scialla , e il direttore amministrativo dell’Ast di Pavia Mara Azzi.
    Durante il confronto i segretari sindacali Debora Roversi (Cgil), Elena Maga (Cisl) e Carlo Barbieri (Uil) hanno denunciato in modo particolare «l’elevato numero di decessi segnalato dai lavoratori e dalle lavoratrici delle strutture e dai contatti del sindacato pensionati delle tre sigle con i familiari degli ospiti; la mancanza e l’inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale per il personale operante nelle strutture; il mancato isolamento, in molte strutture, tra ospiti positivi al virus e ospiti senza sintomi; l’assenza di personale esclusivamente dedicato all’assistenza di pazienti Covid; una diffusa inapplicazione del protocollo per la prevenzione e la salute e sicurezza nei luoghi adibiti alla cura dei pazienti affetti da Covid, sottoscritto da Cgil Cisl e Uil e Ministero della Salute».
    I rappresentanti dei lavoratori hanno ancora una volta richiesto dati circa tamponi effettuati su operatori e ospiti, numero complessivo di decessi e numero di casi accertati di positività al virus sia tra gli operatori che tra gli ospiti.
    Cgil, Cisl e Uil hanno appreso che sono già state ispezionate 27 strutture e che nei prossimi giorni i controlli proseguiranno su tutte le altre RSA, ma ritengono che «le risposte ricevute in merito agli interventi messi in atto siano del tutto insufficienti rispetto alla gravità della situazione». Ritengono, inoltre, «che sia necessario rafforzare le attività di controllo delle strutture non limitandole alla semplice somministrazione di un questionario».
    Secondo i sindacati «è inoltre inaccettabile che l’ente responsabile della programmazione delle politiche sanitarie e sociosanitarie del territorio non sia stato messo a conoscenza del fatto che vi siano strutture che, interfacciandosi direttamente con la piattaforma di Regione Lombardia, hanno ricevuto e stanno ricevendo pazienti covid dimessi dai presidi ospedalieri. Ci domandiamo, pertanto, – si chiede nel documento – a chi realmente spetti il controllo».
    Ringraziando per l’interessamento e la disponibilità del nuovo prefetti, Cgil, Cisl e Uil sottolinenano infine le richieste avanzate: ispezione e monitoraggio di tutte le RSA e le Case Famiglia del territorio; un intervento tempestivo ed urgente, laddove si siano verificate le maggiori criticità, volto a mettere in atto tutte le misure di assistenza e di isolamento degli ospiti malati, anche attraverso l’utilizzo di personale sanitario e sociosanitario proveniente dall’Esercito, dalla Croce Rossa Italiana o dalle ONG, stante la carenza di alcune figure professionali, dichiarata dalla stessa Ats.
    Massimo Sala

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