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domenica, Maggio 22, 2022
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    Industrie lomelline, prime reazioni attendendo la ripresa

    Dal comparto industriale del territorio lomellino arrivano piccoli ma significanti segnali che gli imprenditori non si rassegnano, dopo il fermo totale dell’industria. Alla riapertura, confidano, per tutti ci sarà sicuramente una ripresa dei mercati. Per alcuni sarà rapida ma per altri molto lenta con a rischio la sopravvivenza di quelle realtà finanziariamente già provate dalle condizioni di mercato pregresse. Il “gruppo” aziendale Sugherplast srl – Nadir srl di Parona, attivo nella produzione e commercio di imballaggi industriali in legno il primo e nelle lavorazioni e costruzioni meccaniche il secondo, ha comunicato a tutta la sua clientela che per il mese di marzo ed aprile le forniture verranno fatte e fatturate senza indicazione alcuna della scadenza del pagamento. I titolari, con questa iniziativa, vogliono offrire un piccolo aiuto a chi non potrà affrontare le scadenze nell’immediato. In un comunicato del “gruppo” si legge inoltre che nei casi di “reali ed importanti” difficoltà, dove sussista il rischio di perdere posti di lavoro, c’è la disponibilità a valutare insieme eventuali forniture anche a “prezzi simbolici”.

    L’azienda di Dorno Ghibli ha invece stipulato una polizza assicurativa per ognuno dei propri dipendenti nell’eventualità in cui dovessero contrarre il Coronavirus e manifestarne i sintomi.
    «In questo momento così complicato abbiamo voluto dare a tutti i dipendenti – spiega Giuseppe Riello, amministratore delegato di Ghibli – un sollievo e un aiuto. Tutti loro avranno, nel caso si dovessero ammalare di Coronavirus, una diaria giornaliera per tutti i giorni di assenza dal lavoro e rimborsi se dovessero avere bisogno di cure mediche. Lo abbiamo voluto fare perché riteniamo centrale la salute e il benessere dei nostri dipendenti». Attualmente la produzione è operativa, con la parte amministrativa al 98% in smart working: una scelta che permette di operare di operare in collegamento con le filiere essenziali. «Quella di Pavia è una zona che è stata particolarmente colpita dal Covid-19 – sottolineano presso l’azienda lomellina – in Ghibli abbiamo avuto l’occasione di incontrare questo nemico invisibile molto presto, un nostro dipendente si era ammalato e abbiamo dovuto fermarci per qualche giorno. Ma ciò ci ha permesso di partire preparati, in anticipo sugli altri e su tutti i decreti del Governo in tema di sicurezza e tutela del lavoro».
    Il problema principale ora è l’interruzione della filiera. Il piccolo fornitore che abitualmente fornisce parti lavorate è chiuso e non può rifornire. Le filiere sono lunghe e complesse. Hanno lasciato aperte le imprese che si occupano di chimica, ma in realtà le imprese di pulizia hanno bisogno di tutti i prodotti, non solo di quelli chimici, dai panni alle spazzole, fino ai macchinari industriali. «Si è creata una situazione anomala – aggiunge Riello – come Afidamp, di cui sono presidente (l’associazione che unisce le varie anime della filiera della pulizia professionale in Italia), abbiamo scritto una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio, e stiamo agendo anche per chiedere, in una revisione della tabella di attività industriali cui è concesso di continuare a lavorare, che siano inseriti anche i produttori di macchine per la pulizia professionale».

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