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sabato, Aprile 17, 2021
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    Lo storico preside del liceo Cairoli stroncato dal Covid

    Lutto nel mondo della scuola vigevanese. Giuseppe Branca, storico preside del liceo Cairoli, che ha gestito per 23 anni, è morto nella notte tra sabato e domenica, dopo una lunga lotta contro il Covid, iniziata a metà dicembre e terminata dopo oltre due mesi e mezzo. Insegnante di materie letterarie, originario di Tromello, prima di fare il preside aveva insegnato italiano e latino nell’anno scolastico ’71 -’72 al liceo classico di Olbia e poi si era subito trasferito al liceo Taramelli di Pavia e, in seguito al liceo Cairoli, dove nell’anno scolastico ’73 ’74 ha insegnato latino e greco. La carriera di dirigente scolastico l’aveva invece iniziata all’allora scuola media Travelli di Mortara (a 37 anni anni era in quei tempi il più giovane preside della provincia di Pavia), per poi passare a Cinisello Balsamo, e, successivamente, all’Omodeo di Mortara (dall’85 all’89) fino ad arrivare al Cairoli, che ha diretto ininterrottamente fino al 2013.

    Il professor Branca aveva attraversato anni importanti del liceo, che dalla fondazione, oltre 100 anni fa, ha sede a palazzo Saporiti. Proprio sotto la sua presidenza la scuola si era presa in carico la stampa di un libro sulla storia dei licei centenari d’Italia. La voce cortese, sempre bassa con una “r” leggermente arrotata, che gli conferiva un che di cordiale, era quella che lodava gli studenti o li riprendeva, quando venivano sorpresi in giro per i corridoi. Ma era anche quella che spesso aveva dovuto discutere con la politica perché negli anni il palazzo del liceo, in via Cairoli a pochi passi dalla piazza Ducale, era sempre più abbandonato e con sempre minori interventi di ristrutturazione. Aveva dovuto cimentarsi con problemi di riscaldamento, difficoltà di manutenzione da parte della Provincia, e non ultima la proposta di trasferire la scuola da quella che era la sua sede storica. Fermo e risoluto aveva gentilmente risposto che da lì il liceo non si sarebbe mosso. È dell’altro giorno poco prima della sua scomparsa, la notizia che si rifarà la facciata di via Saporiti. Per tanti anni il volto e l’identità del liceo vigevanese era stato lui. Arrivato alla pensione aveva dovuto trattenersi ancora per la carenza di personale e si era preso in carico anche la scuola media di Cassolnovo.

    Erano in tanti a salutarlo martedì mattina in Duomo, aperto proprio per contenere la folla che non ha voluto mancare all’estremo saluto. Don Luigi Colombo, suo parroco all’Addolorata, ha celebrato la funzione religiosa e lo ha ricordato come  «un uomo dalla grande capacità di ascolto, che preferiva sempre l’incontro piuttosto che lo scontro».

    Tutto il mondo scolastico cittadino, con i gonfaloni dei vari istituti, gli esponenti del mondo del volontariato e i principali rappresentanti della società civile, con tantissimi suoi ex studenti, hanno voluto esserci, increduli per il drammatico decorso della malattia che lo aveva colpito in piena salute ma non gli ha dato scampo. Don Luigi ha ricordato a sua bontà d’animo, che lo aveva portato a impegnarsi in prima persona nel volontariato, rimarcando la sua fede e la sua energia. Esemplare sia come professore, preside, parrocchiano, ma anche come papà e marito.

    VIG Cairoli dirigente scolastico panzarasa alberto
    Alberto Panzarasa (Cairoli)

    «Per noi – dice l’attuale preside Alberto Panzarasa – è un momento molto doloroso. Era un persona straordinaria e a ammirevole. Amato da tutti, mi è sempre stato vicino. Fu preside all’Omodeo quando ero studente e ne ho un buon ricordo. In questi anni ha sempre presenziato alle attività organizzate dal liceo ed in commissione al Certamen Patristicum Viglevanense».

    Per me era un punto di riferimento, ma anche i suoi insegnanti erano legati a lui

    Così come lo era la famiglia, la moglie Annamaria, che è stata preside dell’Istituto Leonardo Da Vinci, i due figli Gabriele e Giovanni, che insegna al liceo, e i nipotini. Ma anche i colleghi e le persone che hanno lavorato. «L’ho conosciuto negli anni ’90 – dice Lorena Raina, storica segretaria del Cairoli – perchè sono arrivata al liceo nel 1992 come impiegata. L’ho sempre avuto come dirigente scolastico fino alla pensione. Era un uomo che ascoltava i problemi di tutti. A lui va il merito di aver creato con i docenti l’indirizzo di scienze umane che si è aggiunto ai percorsi di classico e scientifico. Per me è stato il “mio” preside e lascia un segno indelebile». Importante anche il suo impegno nel volontariato. Vicino all’Aido, era stato tra i consiglieri della Fondazione Piacenza e Vigevano.

    Anche don Cesare Silva, oggi parroco di Cassolnovo, ricorda il “suo” preside al liceo, soprattutto quando aveva anche servito alla sua prima messa. «Fu un’idea di don Stefano Cerri- ricorda don Cesare – allora parroco di San Pietro Martire, la chiesa che ho sempre frequentato. Quando un sacerdote veniva ordinato in passato c’era l’usanza di contattare due persone ragguardevoli per fare da padrini e servire alla prima messa». Quella volta la scelta cadde sull’ex sindaco di Vigevano Ambrogio Cotta Ramusino e proprio su Giuseppe Branca. «Mi colpì non soltanto la sua disponibilità – prosegue il sacerdote – ma anche il fatto che mi mandò perfino un biglietto di ringraziamento dicendosi “onorato”». L’amicizia tra la famiglia Branca e don Cesare affonda le radici negli anni del liceo. «Durante i miei anni al Cairoli – ricorda ancora don Silva – avevo legato in maniera particolare con suo figlio Gabriele e con altri ragazzi. Spesso quindi mi capitava di andare a casa sua e di frequentarlo anche fuori dalla scuola». Una frequentazione che negli anni si è consolidata, anche per gli interessi comuni del preside e del sacerdote. «Insieme – sottolinea ancora il parroco di Cassolnovo – abbiamo organizzato al liceo la mostra su Olivelli e anche diverse attività a San Dionigi, l’auditorium gestito proprio dalla Fondazione di cui lui ha fatto parte. Di lui ricordo in particolare l’educazione formale dietro alla quale c’era però della sostanza autentica».

    Andrea Ballone

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