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    Mede zona rossa, scuole chiuse

    Da mercoledì 17 febbraio Mede è stata dichiarata zona rossa, insieme ai Comuni di Bollate, Castrezzato e Viggiù. Non è bastato chiudere fino al 24 febbraio le scuole: in città in 4 giorni sono stati registrati 40 casi di Covid-19. Tutto è iniziato il 5 febbraio, di prima mattina, quando la dirigente scolastica Paola Guaschi ha avuto notizia di un caso positivo alla scuola dell’infanzia “Giuseppe Soldati”. «C’era un caso accertato relativo a un’insegnante, – racconta la preside – così abbiamo deciso di tenere a casa la sezione A, e Ats ne ha predisposto l’isolamento. Sabato è toccato a un’altra sezione, e con lo staff della struttura abbiamo condiviso la chiusura di tutte e tre le sezioni, anticipando l’Ats, anche perché i bambini di quell’età non usano la mascherina e il contagio è più facile. Purtroppo la scorsa settimana abbiamo messo in quarantena una sezione delle primarie e una delle medie, e così domenica l’Ats ha deciso di chiudere tutto il plesso, mettendolo in isolamento fiduciario». Il contagio a Mede è esponenziale, viaggia in tempi rapidissimi, e questo, oltre al fatto che sono stati interessati dei bambini, fa pensare al timore che si tratti di una variante, forse quella inglese. Intanto l’Agenzia per la tutela della salute di Pavia, guidata da Mara Azzi, ha provveduto alla sanificazione dell’istituto comprensivo “Angelo Massazza”, e mercoledì ha organizzato uno screening di massa sulla popolazione medese, con tamponi per gli studenti di materne, primarie e medie. «Ats ha eseguito anche ispezioni a sorpresa – spiega Paola Guaschi – e nei verbali non risulta nulla da eccepire su misure come distanziamento, gel sanificante e mascherine, anzi ci hanno fatto pure i complimenti».

    Il sindaco di Mede Giorgio Guardamagna

    Il sindaco Giorgio Guardamagna, in un post pubblicato su Facebook sabato 13 febbraio, ha scritto: «Ats e e Regione Lombardia stanno analizzando i dati relativi ai numerosi contagi verificatisi in questi giorni, come anche in altre zone della regione, per stabilire se si tratti di varianti del virus che stanno circolando in varie parti d’Italia. Raccomando, ancor più in questo frangente, di porre attenzione ai comportamenti: evitiamo di circolare se non per necessità, evitiamo assembramenti, feste, festicciole e ritrovi di ogni genere. Non è il momento, se mai lo è stato». E martedì sera ha aggiunto in un collegamento Youtube: «Mi auguro che sia sufficiente questo lasso di tempo per chiarire la situazione e riportarci a una vita meno complicata. Stiamo sereni, perché comunque è una situazione anomala sicuramente strana che riguarda solo il nostro comune all’interno dei quasi 200 comuni della provincia di Pavia. Ci tocca questa prova ulteriore, io sono assolutamente certo che con lo sforzo di tutti e con la responsabilità di tutti riusciremo a superare anche questa prova, però mi raccomando come ho detto già tante volte, ma lo ripeto ancora, dipende soprattutto da noi riuscire a toglierci da questa situazione». Così il parroco don Renato Passoni: «Martedì c’erano famiglie in piazza con coriandoli e stelle filanti, penso che i genitori debbano stare più attenti. Le celebrazioni in chiesa continuano in sicurezza, anche grazie ai volontari della parrocchia. Come piccolo impegno per la Quaresima dovremmo impegnarci tutti a rispettare le regole. Mi spiace per gli esercenti che resteranno di nuovo chiusi. Come dice il Papa, siamo tutti sulla stessa barca».

    Davide Zardo

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