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sabato, Aprile 17, 2021
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    Multiservizi, meno ricavi causa Covid

    La crisi sanitaria del 2020 continuerà ad avere ripercussioni sull’Azienda Multiservizi anche per l’anno corrente. E’ quanto emerge dalla relazione fatta dal direttore generale Andrea Deplano in occasione dell’approvazione del bilancio previsionale 2021, portato in consiglio comunale lo scorso 23 marzo: l’analisi dello scorso anno rileva come tutte le attività istituzionali di Asmv siano state pesantemente condizionate dalla pandemia, da quelle commerciali (come la farmacia, i cui introiti sono crollati durante il lockdown) sia di quelle sociali e sociosanitarie. «E’ evidente – si legge nel documento redatto da Deplano – che il protrarsi dell’epidemia anche nel corso del corrente anno avrà negativi effetti sulla gestione di tutti i servizi, con una diminuzione dei ricavi accompagnata da un aumento dei costi per sanificazioni, personale, dispositivi di protezione individuale, farmaci e presidi medico chirurgici». Il tema più caldo è ovviamente quello del De Rodolfi, la casa di riposo gestita dalla Multiservizi: secondo il piano previsionale, nel mese di aprile dovrebbero svolgersi dei lavori di adeguamento al nucleo B, che comporteranno una riduzione temporanea di 8 posti letto con ulteriore abbassamento dei ricavi. Nella discussione in consiglio, dalle parti della minoranza (Corsico Piccolini del Pd, Suvilla di Vigevano Futura e Bellazzi del Polo Laico) si è avanzata la proposta di un nuovo De Rodolfi, una struttura nuova che non necessiti di tutti gli interventi di adattamento e ristrutturazione dell’attuale edificio. Un’eventualità che però Deplano, sempre durante il consiglio, ha dichiarato non essere realizzabile: «Qualunque iniziativa che riguarda la Rsa o il Centro diurno deve passare attraverso un passaggio sovracomunale: tutto deve essere compatibile con la programmazione sanitaria, soprattutto se si ha intenzione di cambiare posti letto o sede». Che a Vigevano e in Lomellina ci sia la necessità di nuovi posti letto, è palese, ma al momento anche la volontà non è quella di costruire un nuovo edificio: «Ma questo non vuol dire che l’attuale struttura (che al momento conta di 107 posti, ndr) non sia adeguabile – spiega il direttore – è una struttura che è stata più volte ristrutturata e ha un suo costo, che non sarà mai pari a struttura contemporanea. Questa è una scelta, anche politica, ma che può essere anche reversibile». Guardando agli altri servizi gestiti dall’azienda, se i ricavati della farmacia dovessero calare ulteriormente (al momento le aspettative sono di un utile simile a quello del 2020) Deplano starebbe «pensando a ulteriori progetti, non snaturando la natura di farmacia comunale». Ragionamenti in prospettiva si starebbero facendo anche sulla comunità alloggio, che andrebbe riorganizzata o affidando a terzi la gestione della comunità o espandendo l’offerta con l’acquisizione di nuove unità immobiliari per un progetto di residenzialità leggera; infine interventi sono previsti al canile, dove le gabbie della parte più vecchia dovrebbero essere adeguate alle più recenti normative regionali in materia di canili rifugio e sanitari.

    Alessio Facciolo

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