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    Home Coronavirus Scuole medie "sotto torchio"

    Scuole medie “sotto torchio”

    In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo definitivo firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che contiene nuove misure per il contenimento del contagio, che ha introdotto la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole superiori del territorio e, per le zone rosse, della seconda e terza media, abbiamo asclatato alcuni presidi degli istituti comprensivi del territorio.

    Gabriele Sonzogni
    Il dirigente dell’Ic di Gambolò Gabriele Sonzogni

    Gabriele Sonzogni dirigente scolastico alle scuole medie Robecchi di Gambolò diceva di attendere le decisioni del Governo in merito alla sospensione delle lezioni in presenza a favore della didattica a distanza anche per le seconde e terze medie con  sentimenti contrastanti. «Da un lato – precisa – c’è la consapevolezza che l’efficacia della didattica in presenza è sicuramente superiore a quella di ogni altra proposta formativa che non preveda la condivisione di tempi e spazi reali da parte di insegnanti e alunni. Scuola non è solo trasmissione di saperi e di apprendimenti, ma anche possibilità di crescere insieme, di intraprendere un cammino di formazione comunitario, di fare esperienza di socializzazione, di relazione con l’altro, di cittadinanza attiva e condivisa. Dall’altra parte, tuttavia, c’è anche la necessità di riconoscere responsabilmente che in questo periodo la priorità numero uno è la salute e la sicurezza sanitaria di tutta la collettività».

    Il dirigente Massimo Camola
    Massimo Camola

    Massimo Camola dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di via Valletta Fogliano, precisa: «l’ipotesi di svolgere didattica a distanza per le classi della Scuola Secondaria di Primo grado è stata preceduta dall’elaborazione di un piano delle attività di Didattica Digitale Integrata elaborato, come richiesto dalle disposizioni di inizio anno scolastico, dalla Commissione apposita del Collegio dei Docenti. Si è provveduto ad immaginare lo scenario organizzativo maggiormente realistico per garantire la continuità didattica attraverso lo strumento delle classi virtuali e la possibilità di collegamenti telematici per consentire ai ragazzi di seguire le lezioni delle varie materie on-line, secondo un orario cadenzato ed adeguato alle loro capacità di attenzione. L’obiettivo è di riprodurre al meglio l’orario delle discipline in presenza».

    Il dirigente Pietro Chierichetti
    Pietro Chierichetti

    Pietro Chierichetti dirigente scolastico dell’istituto in via Anna Botto sottolinea: «il nostro istituto è pronto a fare la didattica a distanza: già l’anno scorso abbiamo dimostrato di avere sia le competenze sia le capacità tecniche per erogare didattica in questo modo. Personalmente posso dire che siamo pronti ad accogliere questa sfida se serve a ridurre le occasioni di contagio. Dall’altra parte mi pare sia evidente che le scuole non sono luogo di contagio specifico ma semplicemente offrono opportunità di tracciare i casi e gestirli come non si può fare in altri contesti e questo dà un’impressione diversa rispetto alla realtà. Abbiamo un regolamento e un protocollo operativo per la Didattica Digitale Integrata che già stiamo applicando nel caso di classi o singoli alunni in quarantena. Infine però devo esprimere una mia considerazione personale: la scuola non è solo il luogo della didattica e dell’apprendimento ma anche della socializzazione e della costruzione di relazioni. In questa fase abbiamo già chiesto alle famiglie e agli alunni tanti sacrifici per un rientro controllato. Sarebbe forse il caso di prendere ad esempio altri paesi che hanno ottenuto risultati dosando gli interventi e operando per affrontare quelle situazioni in cui il virus può essere letale o creare seri problemi e non ragionando su una mera diffusione percentuale del virus stesso. Una maggior modularità degli interventi deve essere la ratio degli interventi legislativi e normativi: non solo per aree territoriali ma anche per contesti sociali, anagrafici, etc. Nel primo ciclo di istruzione la didattica a distanza funziona bene come metodo integrativo ma non alternativo alla didattica in presenza e una chiusura delle scuole crea danni enormi non tanto in termini di meri adempimenti amministrativi ma di crescita personale, sociale e culturale dei nostri bambini e ragazzi. E questo a mio parere andrebbe evitato».

    Giovanna Montagna

    Giovanna Montagna, dirigente dell’Istituto Comprensivo di viale Libertà dice che: «la Didattica Digitale Integrata costituisce parte integrante dell’offerta formativa dell’Istituto Comprensivo di Viale Libertà, sia in affiancamento alle normali lezioni in presenza, sia in loro sostituzione, in particolare nelle situazioni di emergenza che rendono impossibile l’accesso fisico alla scuola, così come la normale didattica d’aula. Gli strumenti online permettono una didattica individualizzata, personalizzata ed inclusiva; un carico di lavoro assegnato agli studenti congruo ed equilibrato alle caratteristiche del gruppo classe, nonché alla specifica contingenza per la quale la DDI costituisce una risorsa. L’Istituto da tempo investe sull’uso didattico delle nuove tecnologie, soprattutto quelle legate all’utilizzo del cloud e di Internet, avendo comunque ben chiari i rischi che sono associati ad un utilizzo improprio o non consapevole. Inoltre la scuola ha utilizzato la Didattica digitale integrata con i primi casi di positività. Grande attenzione viene data alla disponibilità delle famiglie soprattutto degli alunni di prima e seconda primaria e ai casi di alunni con bisogni educativi speciali. Anche relativamente alle attrezzature tecnologiche e ai supporti didattici, siamo in grado di fornirle gli strumenti in comodato d’uso  a che ne ha bisogno.

    R.A.

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