Desmond Jones, a Borgo San Siro la corsa in ricordo dell’eroica fuga

«Tornerò a casa per Natale e ci sposeremo». Una promessa non facile da mantenere, per un prigioniero di guerra nell’autunno del 1943, quando le foglie e le bombe cadevano in egual misura su tutta l’Europa. Eppure l’artigliere Desmond Jones non pensava ad altro: catturato sul fronte tunisino mentre combatteva per l’esercito britannico e sballottato qua e là per l’Italia, da una galera all’altra, il suo chiodo fisso era trovare un modo per ritornare a casa al di là della Manica, dalla sua Edith.

Sembra uscita dalla fantasia di un romanziere la storia di Desmond Jones, soldato di sua Maestà Re Giorgio che, al termine di una rocambolesca fuga da un campo di prigionia nazifascista, riuscì a riabbracciare la fidanzata che lo aspettava a Chester, nel Regno Unito. Quest’anno ricorrono gli 80 anni precisi dal ritorno a casa di Jones. Una fuga cominciata proprio in Lomellina, a Borgo San Siro. Dove il soldato era rinchiuso nel famigerato “Kriegsgefangenen 146”, campo di prigionia allestito dai tedeschi alla cascina Vignazza.

Il 7 settembre, il giorno prima dell’armistizio, Desmond fece il primo tentativo di fuga assieme a un compagno: catturato a Garlasco, fu ricondotto indietro. E, pur senza conseguenze disciplinari, fu ammonito di non tentarci più. Parole ovviamente vane. Il giorno stesso, l’artigliere tentò di scappare altre due volte. Riuscendoci l’ultima e iniziando il suo viaggio verso sud. Dove gli Alleati stavano cominciando la loro avanzata. Tre settimane passò all’addiaccio, attraverso gli Appennini e sotto la pioggia, dormendo solo quando non aveva più solo le forze:

«Un lunghissimo e tortuoso percorso di oltre 1000 km a piedi, attraverso l’Italia, tra molte difficoltà, incontri fortuiti, aiuti inaspettati e un pizzico di fortuna – raccontano dalla Pro Loco, che ogni anno si occupa di ricostruire la vicenda del soldato inglese – riesce ad imbarcarsi il 29 ottobre e arriva il 9 dicembre a Liverpool. Finalmente Desmond ed Edit si ritrovano e si sposano l’8 gennaio 1944. Una lunga e felice storia d’amore. Che ha sfidato la guerra e il tempo e che ha trionfato su tutto». I due sono stati sposati per 65 anni fino alla morte di lui, avvenuta  il 14 febbraio 2009. Edith muore qualche anno dopo, il 2 novembre 2017.

A Borgo San Siro l’impresa di Desmond è ricordata da una targa appesa nel 2012 alla cascina Vignazza, luogo della sua detenzione. Ma non solo. Domenica 3 settembre, con partenza alle ore 7.30, si svolgerà infatti la tradizionale corsa organizzata dalla Pro Loco per commemorare l’eroica fuga. La prima edizione della competizione podistica risale al 7 settembre 2007 (all’epoca a organizzare era il Comune): il percorso, di 6 e 14 km, ovviamente è modellato su quello compiuto dal soldato britannico, attraverso i boschi del parco del Ticino dove avvenne la prima parte della sua fuga.

Lungo il tragitto sono previsti due punti di ristoro: uno alla Vignazza, nel campo dell’ex prigionia e uno alla Cascina Criminale. Al traguardo, in paese, presso il cortile della scuola primaria, sarà allestito dalla Pro Loco il terzo punto di ristoro. «Il percorso è adatto a tutti – spiegano gli organizzatori – non solo a chi ama correre, ma anche passeggiare nel parco e ammirare le bellezze paesaggistiche».

Alessio Facciolo

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