Frammenti di Vigevano / In viaggio sul tramvai, quegli “sbuffanti trenini” che tenevano unita la Lomellina

Durante il processo risorgimentale, nell’ideale collettivo del nuovo Regno d’Italia, la “strada ferrata” rappresentò un forte simbolo per il completamento dell’unità nazionale, fu il volano capace di accelerare il processo di unificazione voluto da Camillo Benso Conte di Cavour. La facilità di circolazione che il trasporto su rotaia assicurava alle merci e ai viaggiatori, fu considerata un elemento indispensabile per il percorso di costruzione dello Stato.

ARRIVA LA TRAMVIA A Vigevano e in Lomellina, tra la metà del 1800 e gli inizi del 1900, le strade ferrate fecero la loro comparsa. Treni e tranvie iniziarono a essere progettate, realizzate e funzionare. Le tramvie o tranvie (dall’originale termine inglese tramway), erano intese come infrastrutture di trasporto terrestre, idonee alla circolazione di tram, sia per il trasporto di persone sia di merci. Le iniziative, dapprima, furono ad opera di privati, ma successivamente ebbero un ruolo le istituzioni pubbliche, nazionali e locali. Nei primi anni del 1900 i Comuni e le Province posero una particolare attenzione al tipo di comunicazione tramite tranvie, che, seppure a raggio ridotto, non aveva però un’importanza minore rispetto al viaggio tramite ferrovia. In provincia di Pavia, collocate quasi totalmente su strade comunali e provinciali, andavano annoverate una serie di linee di trasporto di questo tipo: la Pieve del Cairo-Ottobiano-Vigevano, la Mortara-Ottobiano-Pieve del Cairo, la Novara-Vigevano, la Pavia-Milano (ed altre).

PERIFERIE Se le prime reti ferroviarie collegarono tra loro i centri più importanti, le tramvie consentirono ai centri minori (Cilavegna, Gravellona, Cassolnovo, Gambolò) di essere collegate con Mortara e Vigevano. In Lomellina le tramvie a vapore vennero gestite in concessione dalla multinazionale belga “Società per le Ferrovie del Ticino” (in particolare la Novara-Galliate-Trecate-Vigevano, la Vigevano-Tromello-Ottobiano, la Mortara-Ottobiano-Pieve del Cairo). La Società per le Ferrovie del Ticino svolse questo servizio per decenni (fino al 1934) e insieme al servizio ferroviario ordinario, il trasporto tramite tranvie sarà servente e beneficiario dello sviluppo industriale, in particolare nell’area di Vigevano, che a partire dalla fine del 1800 vide il diffondersi e il consolidarsi dell’industria dei calzaturifici e del tessile, con la nascita di grandi stabilimenti produttivi.

PENDOLARI Gli operai, gli addetti del settore calzaturiero e del tessile, provenienti dal circondario della Lomellina e del Basso Novarese, uomini e donne di ogni età, saranno quelli che si sposteranno in numero consistente, usufruendo del servizio di tranvie. «Vigevano con le sue fabbriche, Mortara col suo mercato e gli altri centri lomellini con i prodotti della terra da smerciare, traevano grandi benefici pratici ed economici da questi sbuffanti trenini, ancorché risibili per l’incapacità di adempiere pienamente a semplici mansioni» (Zimonti G. – Torrelli A. “Sbuffi di fumo in quel della ‘Costiera’”). Il completamento e consolidamento della ferrovia Mortara-Vigevano verso Milano, che avverrà a partire dal 1870 (e che vedremo prossimamente in un’altra uscita di Frammenti di Vigevano) sposterà poi nel corso del tempo numeri crescenti di persone, in ambito lavorativo, verso il capoluogo lombardo.

Ermanno Boccalari

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