Giusy Ferreri “blinda” la sua voce

Quella voce conosciuta da tutti sul palco di X-Factor con “Non ti scordar mai di me”, entrata nelle case degli italiani con “Novembre”, esplosa assieme alle hit estive “Roma-Bankok” e “Amore e capoeira”: quel timbro graffiato, capace di operare sia da contralto sia da tenore, ora è un marchio registrato.

POP STAR Parliamo di Giusy Ferreri, star del pop italiano, vigevanese d’adozione e prima cantante, in Italia e in Europa, ad aver registrato ufficialmente il marchio vocale della propria voce all’Euipo, European Union Intellectual Property Office. «Io sono Giusy Ferreri»: una frase semplicissima, quella registrata dalla cantante, ma sufficiente a sancire che quella voce è sua e di nessun altro. Soprattutto non dell’intelligenza artificiale, vero “bersaglio” della scelta della cantante. Una strada intrapresa oltreoceano da altri artisti famosi (una su tutti, la regina del pop Taylor Swift) e, nel Belpaese, dall’attore e doppiatore Luca Ward, voce italiana del “Gladiatore” Russell Crowe, del “James Bond” di Pierce Brosnan e ancora di Samuel L. Jackson e di Keanu Reeves. Tra i cantanti italiani però Ferreri è la prima, come rivelato nei giorni scorsi dal quotidiano La Repubblica: «L’evoluzione del diritto della proprietà intellettuale impone oggi una tutela sempre più avanzata degli elementi distintivi della persona e dell’identità artistica – spiega l’avvocato Marco Mastracci, titolare dello studio Mpm Legal e legale di Ferreri – La voce rappresenta ormai un vero asset immateriale, con un valore economico, artistico e comunicativo enorme.

Nell’era dell’intelligenza artificiale la riconoscibilità della voce assume un ruolo centrale anche rispetto a utilizzi non autorizzati, imitazioni e riproduzioni sintetiche.

TRUFFE La voce umana contiene caratteristiche molto riconoscibili: timbro, ritmo, inflessione, cadenza, accento, respirazione. I moderni modelli di IA analizzano questi elementi e costruiscono una sorta di “impronta vocale digitale”. Negli ultimi anni cantanti, doppiatori, streamer e personaggi pubblici hanno migliaia di ore online tra interviste, podcast, video, audiolibri, social. Per un algoritmo, è materiale perfetto per apprendere una voce. I più recenti sistemi di “voice cloning”, anche tramite audio “sporchi” o brevi, usano architetture deep learning capaci di separare il contenuto di ciò che viene detto e le caratteristiche della voce che lo pronuncia: in pratica, l’Ia può prendere una frase qualsiasi e “farla recitare” con la voce imitata. Questo può dare adito a creazioni che possono apparire tutto sommato innocue e divertenti: su YouTube o TikTok è pieno di video realizzati con l’Ai dove brani musicali vengono reinterpretati da performer di generi completamente diversi. Senza però che l’artista abbia il controllo su quello che viene usato, la sua voce, e soprattutto con la stessa che potrebbe essere usata anche per scopi fraudolenti o per diffondere messaggi fuorvianti. Ora farlo con la voce di Giusy Ferreri sarà più complicato.

Alessio Facciolo

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