Sanremo 2024, un Festival da record

Lo share più alto dal 1995, con picchi di oltre 15 milioni di spettatori: già dalla prima serata di martedì, l’edizione numero 74 del Festival di Sanremo si è preannunciata essere da record. Uno spettacolo che, in nome della musica e del nazional popolare, riesce a tenere attaccati allo schermo milioni di italiani di ogni fascia d’età. Questo, grazie a un ritmo incalzante e una scelta di brani coinvolgenti: due fattori più connessi di quanto si potrebbe immaginare di primo acchito.

L’ESPERTO Paolo Barni, giornalista e conduttore a Milano Pavia Tv, dopo tante edizioni viste sul piccolo schermo e altre vissute da inviato in terra ligure, si è conquistato sul campo i galloni di “sanremologo”, oltre che di esperto di linguaggi radiotelevisivi: «Dal punto di vista televisivo, la caratteristica principale di questa puntata d’esordio sono stati i suoi ritmi, molto più serrati rispetto a quelli delle altre “prime” dei Festival condotti da Amadeus. Sembrava quasi uno dei festival di Carlo Conti: e questa non è una critica, ma un plus». Come lo ha fatto? Grazie alla selezione musicale. «Tutti i brani in gara hanno un bel tiro, un po’ come nel 2021, quando due terzi delle canzoni erano potenziali hit. Avere canzoni coinvolgenti in scaletta ti permette di mandare un cantante dietro l’altro, con momenti di spettacolo più radi, ma funzionali». Sul resto si è in linea con quanto “Ama” aveva fatto vedere nelle precedenti edizioni, anche se a livello di scenografia si è visto qualcosa di interessante:

Io sono a favore delle scalinate, e quella scala bassa non mi ha fatto impazzire – ammette Barni – ma televisivamente trovo giusto il compromesso delle due scalinate ai lati, che permette inquadrature più pulite. In più, i maestri d’orchestra, sempre più protagonisti in prima persona, sono stati valorizzati dalle inquadrature della regia.

CANZONI Musicalmente, questa edizione del Festival sembra ricca di banger da radio. «Come ho detto, tutte le canzoni hanno un buon tiro. Mi ha stupito Fiorella Mannoia, per il suo brano, ma anche per i punti che porta al Fantasanremo: si è presentata all’Ariston scalza… – racconta Barni, che come tanti partecipa con divertimento al gioco online legato alle performance, canore e non, degli artisti in gara – mi pare palese anche la volontà dei Negramaro di prendere punti al “Fanta”, non avendo una canzone forte». Tornando alle note, la prima serata non è stata sufficiente per incoronare un re o una regina: «Non ci sono canzoni che mi hanno fatto innamorare al primo ascolto. Mi aspettavo di più da Alessandra Amoroso, mi sono piaciute invece Clara e la Bertè. Alla fine credo se la giocheranno Annalisa e Angelina Mango: il suo brano mi sembra avere più freschezza, mentre Annalisa, dopo aver sfornato una hit dietro l’altra per un anno, è arrivata forse un po’ scarica». E, a prescindere dall’esito della finalissima di sabato, fa una previsione: «La canzone dei Ricchi e Poveri è già sulle playlist di tutto l’est Europa: e dopo il Festival, sarà anche sulle nostre».

Alessio Facciolo

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