Valle Lomellina, arriva la mostra del “Tiro alla foto”

Una scatola da scarpe contenente tanti ricordi, tra cui la foto di un giovane che spara col fucile al Luna park. Nasce così la mostra del “Tiro alla foto” che domenica 16 e lunedì 17 aprile sarà esposta a Valle Lomellina nel salone dell’oratorio parrocchiale in via Roma.

Una settantina di foto scattate automaticamente al tiro a segno ogni volta che qualcuno centrava il bersaglio al Luna park nei giorni della festa dagli anni ’50 agli ’80.

E proprio durante la festa di Valle i visitatori avranno la possibilità di rivedersi e di riconoscere volti amici in quelle vecchie foto. L’iniziativa si deve a Vincenzo Bulgarelli, che insieme a Giancarlo Maggioni e Pierluigi Gregorio ha recuperato vecchie foto conservate dai vallesi, soprattutto in scatole da scarpe.

MEMORIE “E’ un modo per tenere viva la memoria del nostro paese – spiega Bulgarelli – e per rafforzare lo spirito di comunità. Abbiamo iniziato a raccogliere queste foto un mese fa e ne abbiamo recuperate circa settanta, che verranno appese a un filo con le mollette, con i nomi dei soggetti ritratti: non solo chi spara, ma anche tutti quelli che gli stanno intorno. Sono momenti commoventi, perché tante di quelle persone non ci sono più. Addirittura c’è un’intera famiglia che ad oggi è completamente scomparsa. Ringraziamo il parroco, don Piero Rossi Borghesano, che ci ha messo a disposizione i locali dell’oratorio. A Valle vogliamo raccogliere fotografie (alcuni comuni lo hanno già fatto), che ci raccontino la storia del paese, di com’era, della gente che non solo l’ha vissuta, ma l’ha fatta. Sarebbe nostra intenzione organizzare anche una pubblicazione da lasciare ai posteri. Ho avuto modo di notare che in molte scatole delle scarpe, dove si conservano le vecchie fotografie, spesso si trova quella del “tiro alla foto”. Mi sono chiesto il perché, ma credo di perché ce ne siano tanti. Divertirsi, dimostrare la propria abilità nel centrare quel “pirolino” in mezzo al fogliettino bianco, la magia di vedersi subito nella foto, con la compagnia, dove guardano tutti l’obbiettivo. Si faceva la fila per quel semplicissimo divertimento e c’era anche qualcuno che barava facendosi schiacciare il “pirolino”. Ma raccoglieremo tutte le vecchie foto: asilo, scuole, matrimoni, leve, gite. Testimoni di tutti quei bei momenti, di semplicità e di puro divertimento”.

INIZIATIVE Bulgarelli, per anni alla guida della Pro loco di Valle, non è nuovo a queste iniziative. L’anno scorso ha dato alle stampe col presidente della biblioteca, Marco Feccia, il volume “Val in tal cor”, che raccoglie proverbi, soprannomi e modi di dire in dialetto vallese. Il libro ha avuto un grande successo ed è stato distribuito a tutti gli alunni delle scuole di Valle. Su Facebook inoltre Bulgarelli pubblica aneddoti che rievocano la storia di Valle. “A Sartirana la roggia fu costruita dai nobili: a Valle ci ha pensato la gente, mettendosi insieme. E’ per questo che noi vallesi abbiamo storie che altri paesi non hanno”. Come quella del “Cecu signorina” che nonostante il suo orientamento sessuale sposò una ragazza rimasta incinta di un altro. O come quella del Tugnì Carena che proveniente dall’Argentina aveva creato a Milano un’orchestra di altissimo livello, all’altezza di quella del famoso Gorni Kramer, ma preferì la tranquillità di Valle, dove suonava anche l’organo in chiesa. E poi c’è l’episodio del censimento, dove un uomo, alla domanda “Ha prole?” rispose dopo qualche titubanza “Sì, un prolo e una prola”. Tante storie, tanti ricordi, per un paese che ha tanto da raccontare.

Davide Zardo

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