A Mede c’è un luogo di culto dove il cuore della devozione batte forte. È la chiesetta di San Rocco, risalente al XVI secolo. Qui la gente cerca silenzio e raccoglimento.

NEL SILENZIO «Qui – racconta una ragazza che non frequenta abitualmente la parrocchia – vengo a pregare, a parlare anche ad alta voce con Dio, quando so che nessun altro può sentirmi. È un posto raccolto, che invita alla riflessione e alla meditazione». Una particolarità notata anche dall’architetto Carlo Capponi, incaricato dalla Regione Lombardia di eseguire un sopralluogo per dare il benestare ai fondi dell’8 per mille. «La piccola chiesa ai margini del borgo – scrive nella sua relazione – è tornata a essere luogo di devozione, come testimoniano i lumini accesi alle differenti immagini dei santi». Già, l’8 per mille alla Chiesa cattolica: un’istituzione che ha permesso alla Conferenza episcopale italiana di erogare alla comunità parrocchiale di Mede 120mila euro a fondo perduto per il completo restauro della chiesetta.
È il 70% della spesa sostenuta – spiega l’architetto Vittorio Sacchi, responsabile dell’Ufficio per i beni culturali della diocesi di Vigevano – mentre altri 41.000 euro sono arrivati in due tranche dalla Fondazione comunitaria della provincia di Pavia, e il resto dalle offerte dei fedeli.
Quella dedicata al santo francese è stata l’ultima delle chiese di Mede a essere restaurata nel corso di pochi anni, grazie alla perseveranza del parroco don Renato Passoni. Prima la parrocchiale dei santi Martino e Marziano, poi la Madonna degli Angeli e la santissima Trinità, senza dimenticare le chiese delle frazioni di Goido e Tortorolo. Il tutto grazie all’8 per mille.
QUALCOSA CHE RESTA «La prima rata per San Rocco è arrivata dalla Cei nel 2019 – continua l’architetto Sacchi – e i lavori della ditta “Kairos restauri“ di Milano sono iniziati grazie al progetto dell’architetto Roberto Bruggi, mentre per la parrocchia di Mede la geometra Loredana Zambruno ha curato la parte amministrativa e i rapporti con le imprese». Un restauro impegnativo, che ha interessato le pareti esterne della chiesetta, della copertura, del campanile, e soprattutto il rifacimento statico del pavimento interno. «Sotto all’edificio passa un fossato – racconta l’architetto Sacchi – che col tempo è diventato un condotto fognario. L’intervento ha permesso di isolare l’ex canale irriguo e di rimettere a posto la pavimentazione, che in diversi punti si era sollevata a causa delle infiltrazioni liquide. È stato un lavoro delicato e impegnativo, per il quale la Soprintendenza ha richiesto addirittura la presenza di un archeologo». In ottobre don Renato Passoni se ne andrà da Mede per ricoprire l’incarico di parroco a Cava Manara. Ma la sua opera, anche grazie all’8 per mille, resterà.
Davide Zardo



