Il carisma e la sfida del tempo. L’esempio delle suore domenicane

Si può osare sognare anche quando la realtà ti mette davanti a dei limiti che sembrano ineludibili? Si può credere che da un albero secolare, apparentemente destinato a non dare più frutti, possa nascere qualche cosa di nuovo e profondamente vitale che porta avanti ciò che il seminatore aveva nel cuore quando, secoli prima, aveva con cura scelto il terreno e selezionato la semente da gettare? Con un ragionamento soltanto umano verrebbe da rispondere di no. Invece accade e accade proprio a Vigevano: una di queste storie è ambientata in vicolo Deomini 10, dove ha sede la comunità delle Suore Domenicane.

RE-AZIONE Ci sarebbe da spaventarsi, con un pensiero puramente umano, dando uno sguardo alla realtà della comunità domenicana oggi: poche suore, anziane o malate, in seria difficoltà a poter pensare di portare avanti una missione così impegnativa e una struttura, quella dell’istituto San Giuseppe, con grandi spazi per una presenza sempre più ridotta di consacrate. Ecco allora la scelta, ardua e vitale al tempo stesso: chiudere tutto e dichiarare l’opera “chiusa per mancanza di forze” oppure mettersi in preghiera e usare ingegno e ispirazione per capire come andare avanti, anzi come iniziare qualcosa di nuovo? la scelta è caduta sulla seconda opzione. E così nasce la Cooperativa Sociale S. Caterina da Siena, un gruppo che comprende soci lavoratori e volontari, appassionati della missione educativa domenicana e intenzionati a portare avanti a tutti i costi ciò che hanno ricevuto in eredità dalla Sorelle maggiori che hanno aperto la strada. Un’avventura “di gruppo” dove ciascuno è coinvolto nel condividere i problemi, nell’affrontarli e nel risolverli. «La mia comunità di Vigevano – spiega suor Vittoria Brandi, anima del progetto – ha trasmesso per osmosi questo sistema di governo, tanto che spesso mi sento ripetere: “Ma noi l’abbiamo sempre fatto!”». Lo stile è chiaro:

Gli insegnanti e le insegnanti suggeriscono idee, partecipano e verificano. Tutti siamo convinti che il bravo insegnante è colui che si rifiuta di pensare di essere l’unico che sa.

Comunione, passione e impegno serio, consapevole di una missione alta. E’ così che il carisma Domenicano sopravvive a Vigevano, nonostante l’età e nonostante gli ostacoli.

FATICA COMUNE L’ esperienza delle imprese economiche in ogni settore insegna che, quando viene a mancare la “materia prima” è inutile illudersi di poter portare avanti per molto ciò che si è avviato ed è più prudente individuare vie onorevoli per chiudere l’opera nel più conveniente e onorevole modo possibile. Le “cose” dello Spirito invece seguono altri criteri. Può così accadere che un carisma suscitato nella Chiesa per un tempo storico preciso, per rispondere a un’urgenza e nelle forme adatte a una particolare epoca, continui a vivere anche quando le condizioni cambiano, trovando strade nuove per esprimere tutta la sua vitalità, sempre giovane come lo è il cuore di Dio che lo ha generato. Per verificare tutto questo, come nel caso delle suore domenicane che non è il solo nel territorio, non è necessario fare molta strada, perfino nella piccola realtà della Comunità diocesana, si trovano esempi interessanti di questo “miracolo” della Grazia che tocca le intelligenze degli uomini e le orienta secondo un progetto più grande, sempre rivolto alla salvezza dei fratelli.

FEDELTA’ Le religiose di vicolo Deomini, fedeli all’intuizione della fondatrice, Catherine-Gérine Fabre, hanno scelto di concretizzare, fin dal loro arrivo in terra Lomellina, il carisma di «fare del servizio a tutti coloro che sono lontani da Dio e che vivono nella precarietà e nel bisogno», nell’insegnamento e, più a largo raggio, nella missione educativa. Schiere di bambini, giovani di buona famiglia o figlie del popolo, future insegnanti… sono tanti nella città e nei dintorni ad aver beneficiato dell’accurata formazione umana e cristiana garantita da queste “figlie di San Domenico”, che hanno preso sul serio la missione di annunciare la verità, trasmettendo la cultura per fortificare e dare consistenza ad una coscienza critica per affrontare le sfide della società di ogni tempo. Si comprende subito come questo ideale, pur nella diversità delle forme richieste dal tempo, rimanga una perenne urgenza per ogni frangente storico e un necessario passaggio per sperare in una società degna di questo nome.

don Carlo Cattaneo, (ha collaborato Gds)

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