Il ricordo di don Gianni Camana: «Uno stile di vera fraternità»

Mi è stato chiesto di delineare la figura di don Gianni al termine della celebrazione esequiale. Lo faccio con la consapevolezza che sarà un ricordo parziale e incompleto. Quello che dirò di don Gianni è parte della mia esperienza personale e del rapporto che c’è stato con lui per molti anni. A partire da quando ci siamo conosciuti in Seminario. Lui arrivato nel corso teologico, dopo aver frequentato qualche anno il corso di laurea in Medicina. Pur seguendo le lezioni presso la Facoltà Teologica di Milano, si è pienamente integrato nel gruppo del Seminario e, attraverso lo studio, gli incontri formativi e ricreativi, si è rafforzato un legame di amicizia, di stima reciproca e di arricchimento culturale, durato nel tempo.

Dopo l’Ordinazione presbiterale, nel 1977, ha svolto il ministero sacerdotale come vicario parrocchiale in questa sua parrocchia di S. Croce, dove era cresciuto e dove aveva accolto la chiamata al sacerdozio. Una svolta, vissuta certamente con apprensione e, forse, anche con sofferenza, è stata la scelta del vescovo di trasferirlo a Garlasco, sempre come Vicario parrocchiale nel 1984. Arrivava a Garlasco dopo di me, per una esperienza diversa, in una Comunità nuova, dovendo collaborare con un parroco decisamente diverso dal suo don Adriano Bernuzzi, amatissimo parroco di S. Croce. Eppure, egli ha subito saputo entrare nel vivo della Comunità, attingendo alla sua ricca umanità per incontrare le persone, stringere amicizie, esercitare con zelo il suo ministero. Ancora oggi è vivo il suo ricordo ed è grande la riconoscenza dei giovani che sono cresciuti aiutati dalla sua preparazione culturale e teologica, e da una spontanea capacità di relazioni umane.

Ricevette poi la nomina di parroco di Ottobiano, a cui si aggiunse anche Valeggio Lomellina. Anche lì si è distinto per un costante impegno a costruire ed educare la Comunità soprattutto attraverso la catechesi e l’ascolto della Parola di Dio, verso la quale aveva una attenzione particolare, fin dagli anni dello studio teologico. A Ottobiano è vivo il suo ricordo come uomo di dialogo, come tessitore di legami umani e di amicizia, oltre che per un costante e generoso impegno nelle attività pastorali. Insieme con l’incarico di parroco, ricevette anche la nomina di direttore dell’Ufficio Catechistico (1992 – 2010). Come direttore dell’Ufficio Liturgico e dei Beni culturali ho avuto la gioia di collaborare con lui in questo servizio alla Diocesi. In particolare, voglio mettere in evidenza questo: abbiamo partecipato insieme a un convegno organizzato dalla CEI per i vari Uffici diocesani. Lo scopo del convegno era di aiutare gli Uffici diocesani a lavorare insieme, a coordinare le proposte pastorali da offrire alle parrocchie, di pianificare i programmi, i sussidi e i percorsi formativi. Un lavoro non facile e, per certi aspetti, nuovo. Ma don Gianni era entusiasta di tale proposta e non si risparmiava per dare il meglio di sé anche in questo servizio alla catechesi e alla organizzazione dell’insegnamento della religione cattolica.

I nostri cammini sacerdotali si sono di nuovo incontrati qui a Mortara. Nel 2008 io divenni prevosto di S. Lorenzo e don Gianni già prevosto di S. Croce da qualche anno, aggiunse anche l’incarico di parroco di S. Pio X. Non si parlava ancora di Unità Pastorali, ma di fatto si cercava di coordinare le attività delle parrocchie: dai cammini di catechesi per l’Iniziazione cristiana ai percorsi in preparazione al Matrimonio; dal coordinamento delle varie attività caritative e la realizzazione del centro di ascolto e della mensa della Caritas alle attività dell’Oratorio. E ben presto il Cappa Ricci divenne l’Oratorio cittadino, a servizio di tutte le parrocchie della Città. Una piena collaborazione c’era anche per le celebrazioni liturgiche con scambi di aiuti vicendevoli, con uno stile di vera fraternità.

Parlando di don Gianni a Mortara non si può dimenticare le tante energie fisiche ed economiche profuse per il completamento dei restauri della Madonna del Campo, della Abbazia di S. Croce e del grande Organo Mascioni. Negli ultimi anni don Gianni ha attraversato la prova della sofferenza e della malattia. Ma il calo delle energie fisiche non gli ha impedito di continuare a servire la comunità, con le celebrazioni liturgiche, le confessioni, la direzione spirituale, la guida del cammino di fede dei fedeli e anche di continuare a studiare la Sacra Scrittura con passione.

Per concludere mi rivolgo direttamente a te, don Gianni. Questo corpo mortale non ti appartiene più e attende la risurrezione alla fine dei tempi, ma tu vivi in un’altra dimensione, la dimensione di Dio. Tu sei ora in comunione con il Signore, che ti ha chiamato alla vita e al ministero sacerdotale, e che tu hai servito fedelmente e con amore, per quasi cinquant’anni. Ottieni la grazia di mantenere vivo il legame di amore e amicizia che hai stretto con tantissime persone qui sulla terra. Ottieni dal Signore grazia e benedizioni per i tuoi familiari, per le Comunità parrocchiali, i gruppi, le associazioni che hai servito, soprattutto nella tua Mortara. Chiedi al Signore che non faccia mancare sacerdoti, religiosi e religiose, zelanti come te, a servizio della nostra Chiesa Diocesana. Ti accolgano e ti accompagnino al banchetto eterna Maria Santissima, venerata come Madonna del Campo, e i nostri Beati Francesco Pianzola e Teresio Olivelli.

A – Dio don Gianni. Prega per tutti coloro che hai amato e che ti hanno amato.

don Piero Rossi Borghesano

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