«Grazie al beato Matteo ho conosciuto Mariarosa, l’amore della mia vita». Pietro Zorzoli ha 87 anni, da 27 è in pensione, ma da quando ha 5 anni si reca in visita al sepolcro del beato Matteo, sia in occasione del Giovedì Santo sia durante la festa del co-patrono di Vigevano.
UN AMORE NATO NEI SEPOLCRI È nato e cresciuto in città, dove ha lavorato per anni nel mondo dell’artigianato e per lui quella dei sepolcri è molto più di una semplice tradizione. Se non altro perché in un Giovedì Santo di 50 anni fa ha conosciuto la sua dolce metà: «Arrivavo da una storia tormentata, la mia ex fidanzata lavorava a Torino e raramente rimaneva a Vigevano. Avevo bisogno di qualcuno che potesse rimanere al mio fianco, con cui condividere le mie giornate. Io sono sempre stato un uomo di chiesa e il beato Matteo, protettore di Vigevano, è come se avesse ascoltato la mia richiesta. Un Giovedì Santo di tanti anni fa in vista al sepolcro c’era una ragazza che mi ha colpito.
Era curiosa, faceva tante domande e pregava. Mi sono avvicinato, le ho chiesto il suo nome e dopo una chiacchierata sul beato Matteo, siamo andati a prendere un caffè: per me è stato un autentico colpo di fulmine.
TRADIZIONE Dal giro dei sepolcri nascono amori, ma allo stesso tempo viene portata avanti una tradizione che unisce fede e speranza. Le chiese di San Pietro Martire, San Bernardo, San Francesco, le suore sacramentine, la Madonna della Neve e il duomo aprono le porte a amici, coppie e genitori e nonni che accompagnano figli e nipoti durante una tradizione che i vigevanesi non sembrano aver perso. Durante il giro oltre ai momenti di preghiera non mancano quelli dedicati a pensare al proprio futuro.
TRAGUARDO EMOZIONANTE In duomo per esempio c’è anche Simone Ceriani, ha 17 anni e frequenta l’IIS Caramuel Roncalli e da circa un mese è entrato a far parte della Nazionale della Lega Italiana Sbandieratori come tamburino. È ancora emozionato «per questo traguardo», insieme ai suoi amici che hanno visto come Simone negli anni ha portato avanti una passione diventata sempre più forte.
RITROVARE LA SPERANZA Per loro il giro dei sepolcri, però, è un’occasione per chiedere anche protezione per il futuro, per ritrovare la speranza «durante un periodo caratterizzato da troppe guerre. Quest’anno al giro dei sepolcri hanno partecipato molti più fedeli rispetto anche solo all’anno scorso. Può essere che qualcuno consideri questa occasione come un modo per trovare sicurezza e fiducia, dato che le notizie che sentiamo dai telegiornali sono tutto tranne che incoraggianti ora come ora». All’ingresso della Madonna della Neve, invece, una bambina chiede ai suoi genitori in cosa consista l’importanza delle suore missionarie, che per scelta portano speranza dove c’è povertà, servendosi della parola di Dio.
Edoardo Varese



