Brindare alla vita che resiste

Emanuela Almini non ha scritto un libro per spiegare la disabilità, ma per raccontare la vita mentre accade, mentre scorre tra le mani senza chiedere permesso. “Brindo alla vita!“ nasce così: da una quotidianità fatta di gesti piccoli e necessari, di mattine che cominciano presto, di attese, di stanchezze, di giorni che pesano e di altri che, all’improvviso, si illuminano come finestre aperte.

MOGLIE E MADRE Emanuela è un’imprenditrice di Confienza, ma prima ancora è moglie e mamma di Federico e di Michela, una ragazza con disabilità che frequenta il centro Anffas di Mortara. È in questo spazio di amore concreto, spesso faticoso, mai astratto, che il libro trova la sua voce e la sua verità più profonda. Pagina dopo pagina, l’autrice accompagna il lettore dentro un’esperienza vissuta senza filtri, senza abbellimenti, senza scorciatoie narrative. Non c’è autocommiserazione, né eroismo esibito: c’è la verità nuda delle difficoltà quotidiane, delle porte che si chiudono, delle energie che a volte mancano, dei pensieri che arrivano la sera quando tutto tace. Ma c’è anche la scoperta di una forza inattesa, di una gioia che nasce proprio dove sembrava impossibile, di una tenerezza che si fa strada nei giorni più duri.

SGUARDO DIVERSO La disabilità, nel racconto di Emanuela, non è un’etichetta né un limite che definisce, ma una lente che cambia lo sguardo, che obbliga a rallentare, a scegliere, a dare valore a ciò che normalmente passa inosservato e che invece tiene in piedi il mondo. “Brindo alla vita!” è un volumetto agile, ma denso. È un libro che parla ai genitori, certo, ma anche a chiunque abbia conosciuto la fragilità, propria o altrui, e abbia imparato che proprio lì, nella crepa, può nascere qualcosa di nuovo.

Il messaggio che attraversa le pagine è semplice e potente: la vita, anche quando è storta, spezzata o in salita, merita di essere brindata. Sempre.

GLI APPUNTAMENTI La presentazione del libro, introdotta da mons. Carlo Mazza, vescovo emerito di Fidenza e autore della prefazione, sarà articolata in due appuntamenti. Il primo si terrà sabato 31 gennaio alle 21 all’oratorio di Confienza, luogo delle radici e della comunità, dove le storie si riconoscono e si ascoltano. Il secondo è previsto per domenica 1° febbraio alle 15 presso la Casa Madre delle Missionarie dell’Immacolata Regina della Pace (le Pianzoline) di Mortara, in via Baluardo Santa Chiara, a conclusione dell’incontro con una merenda condivisa. Un doppio appuntamento che è anche un invito all’ascolto e alla condivisione, aperto a tutti, senza distinzioni. Perché questo libro non chiede compassione, ma presenza. Non cerca applausi, ma silenzi pieni. E alla fine, con la stessa naturalezza con cui si alza un bicchiere tra amici, ricorda a ciascuno che la vita, nonostante tutto, è ancora degna di un brindisi.

Davide Zardo

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