«Carità come cultura di prossimità»

«Carità da definirsi come cultura della prossimità». Una vicinanza che è stata sottolineata più che mai nel corso del convegno delle Caritas parrocchiali, tenutosi lo scorso sabato all’auditorium San Dionigi, giorno prima della Giornata mondiale del povero. L’evento, dal titolo “Carità è cultura”, ha avuto come ospite speciale monsignor Pierangelo Sequeri, teologo, musicologo e compositore. A partecipare all’appuntamento annuale delle Caritas parrocchiali e alla presentazione del bilancio sociale 2022, anche il vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni.

RIFLESSIONE «Pensando al Cristianesimo degli inizi – ha spiegato monsignor Sequeri nel preludio del suo discorso – vive di due elementi, antecedenti alla dottrina della teologia e della cultura ovvero l’Eucarestia e la Caritas. Leggendo le lettere degli apostoli ci rendiamo conto di quanto la scuola di prossimità sia il pensiero fondante del Cristianesimo». Una visione che dev’essere messa al primo posto ora più che mai. «La Caritas dalla quale la Chiesa si aspetta il richiamo – ha proseguito monsignor Sequeri – senza abbandonare i poveri, è il luogo privilegiato per l’annuncio cristiano. Occorre abitare la povertà per rendere aiuto e marciare verso le “élites”, affinché facciano qualcosa di concreto e comprendano gli esclusi». In questo la Caritas diventa cultura.

Facciamo il dialogo con la cultura, ma di cultura ne facciamo poca – spiega il teologo – Per questa ragione dobbiamo sostenere lo sguardo di una cultura di prossimità e rinforzare questa cultura che privilegia la deprivazione.

PROGETTUALITÀ A prendere la parola dopo monsignor Sequeri è stato il vescovo Gervasoni, che ha risposto alle provocazioni di monsignor Sequeri. «È ovvio dire che la carità è cultura – ha argomentato mons. Gervasoni – In questi dieci anni di episcopato l’aver spinto sulla condivisione ha di fatto cambiato il modo di sentire politico in senso costruttivo». Un cambiamento che è cultura del bene. «Le provocazioni sono stimoli per andare avanti e per rendere le cose migliori per il prossimo – ha raccontato il Vescovo – La riprogrammazione e riprogettazione della vita resta un bene di Dio, ma che viene fatto attraverso noi».

IL LAVORO Una passione e cultura della prossimità che Caritas mette in atto ogni giorno. «Anche quest’anno la Caritas diocesana ha voluto essere un supporto per tutte le persone bisognose e in difficoltà – ha fatto sapere Isabella Cargnoni, dell’Osservatorio delle Povertà – Le persone supportate sono state 4600, 600 in più rispetto allo scorso 2021. Un aumento dovuto soprattutto alla crisi energetica, alle guerre e all’inflazione che hanno creato nuove povertà». Numeri che fanno paura, ma che non fanno altro che spronare Caritas a mettere in pratica la cultura di prossimità.

L’orchestra Esagramma
L’orchestra Esagramma

L’orchestra Esagramma in concerto

Musica classica e uno scroscio di applausi al Duomo di Vigevano per concludere la Giornata mondiale del povero di Vigevano. Si tratta del concerto tenuto dall’orchestra sinfonica “Esagramma”, a conclusione della giornata “Carità è cultura” organizzata dalla Caritas diocesana. Un evento che ha voluto essere un ringraziamento e un omaggio per il vescovo, monsignor Maurizio Gervasoni che, proprio quest’anno, festeggia i dieci anni di episcopato.

IL CONCERTO L’evento, ospitato nella Cattedrale di Sant’Ambrogio, ha visto il pienone di partecipanti, i quali hanno potuto godere dell’esecuzione di pezzi di Gershwin, Grieg, Sequeri e Beethoven. Un repertorio talmente applaudito dal pubblico presente, che i circa quaranta musicisti, diretti dal maestro Gabriele Rubino, hanno suonato un bis dell’Inno alla Gioia e un pezzo per loro inedito di Ennio Morricone, The Gabriel’s oboe, tratto dal film The Mission.

INCLUSIONE Un successo per l’orchestra inclusiva milanese che, oltre ad aver conquistato e commosso mons. Vescovo, ha ottenuto una standing ovation da parte del pubblico ducale. «Ascoltare questo concerto – racconta il vescovo Gervasoni nel corso del suo discorso finale – dimostra come la forza della musica renda tutto suo il sentire, il vivere e l’amare. Ed è proprio questo il sentimento da cui mi sono sentito toccare durante questa serata dalla musica dell’orchestra Esagramma. Un senso profondo come quello dell’amore e della famiglia».

Rossana Zorzato

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