GMG Lisbona / Il diario della vigevanese Sara Grechi

Ho partecipato alla GMG 2023 a Lisbona, torno da questo viaggio cambiata in modo positivo. È stata un’esperienza per me vitale, mi sono messa in gioco superando i miei limiti. Avevo delle aspettative abbastanza alte a riguardo, eppure ho ricevuto ancora di più. Ho fatto conoscenze che mi hanno aperto la mente ulteriormente, trovato delle persone con cui scherzare, giocare e anche passare dei momenti profondi, conquistando il mio cuore e rafforzando la mia fede perché senza di loro non sarebbe stato uguale, e io mi sento molto fortunata per questo; sono nate amicizie che ho saputo ritrovare anche nelle settimane successive.

E’ stato bellissimo poter condividere la fede, per me sempre stata importante, con così tanti giovani come me che mi hanno dato speranza e mi hanno fatto accorgere che in realtà non siamo in pochi a frequentare la Chiesa, mi sono sentita a casa potendo condividere ciò che credo apertamente senza vergogna, sentendomi capita.

GMG Lisbona 2023 pellegrinaggio
Croce e logo della GMG in viaggio verso Lisvona

Il momento più bello per me è stata la celebrazione della veglia, è il ricordo più magico che io abbia mai vissuto, oltre 1.5 milioni di persone tutte in silenzio ad ascoltare le bellissime parole di Papa Francesco, e il momento di riflessione individuale con gli occhi lucidi e le mani incrociate con le persone a te care. Un altro ricordo molto emozionante è stato nell’ultimo giorno, dopo la messa alla Sagrada Familia, in cui ci siamo riuniti in un abbraccio di gruppo durato un minuto buono ringraziandoci a vicenda senza parole.

GMG Lisbona - i ragazzi a Barcellona
GMG Lisbona – i ragazzi a Barcellona

Ovviamente non è stato tutto rose e fiori perché la GMG comprende anche tante fatiche, come i chilometri fatti sotto il sole con lo zaino in spalle, dormire in una palestra per terra nel sacco a pelo con trecento persone che non conosci, condividendo pochi bagni e qualche russatore professionale. Su dieci giorni, quattro li abbiamo trascorsi in autobus non contando gli spostamenti più piccoli, e a volte la situazione diventava un po’ pesante quindi ci siamo inventati tutti i giochi, dalle parole crociate ai cori delle scout, per far passare il tempo in ogni modo. Ma alla fine sono sempre prevalse le cose belle che alleggerivano tutto ciò, quindi alla domanda “lo rifaresti?” senza esitazioni risponderei di sì. 

                                                                                                                    Sara Grechi

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