Nuova esortazione apostolica di Papa Francesco, pubblicata nella memoria liturgica del Patrono d’Italia, tanto caro al Pontefice, che ne ha preso il nome, e al cui sguardo grato sulle realtà del Creato già aveva dedicato la sua “Laudato si’”.
Pensata come una prosecuzione dell’enciclica pubblicata nel 2015, “Laudate Dominum” ha al centro di nuovo il tema della crisi climatica nella prospettiva di «uno sguardo a quello che è successo e dire cosa bisogna fare».
A guidare la riflessione sarà sempre l’idea che «Non dobbiamo dimenticare che le giovani generazioni hanno il diritto di ricevere da noi un mondo bello e abitabile, e questo ci investe di gravi responsabilità verso il creato, che abbiamo ricevuto dalle mani generose di Dio».
Da qui la necessità (già espressa in occasione della GMG di Lisbona) di «ascoltare la sofferenza del pianeta accanto a quella dei poveri; dobbiamo mettere il dramma della desertificazione accanto a quello dei rifugiati, la questione della migrazione accanto a quella del calo delle nascite». Il documento arriva al termine di un intenso settembre vissuto dalla Chiesa con un occhio all’ecologia integrale, iniziata con la Giornata per la salvaguardia del creato il 1 settembre e culminata con la Veglia ecumenica del 30 settembre, nella quale il tema è stato riaffermato con forza.
Don Carlo Cattaneo