La scoperta della vocazione, alla ricerca di talenti da far fruttare

La Quaresima è tempo privilegiato di silenzio, di ascolto della Parola e di desiderio di rinnovamento. Il deserto, immagine biblica ricorrente dall’Antico al Nuovo Testamento, più di tutti sintetizza e riassume i caratteri di questa occasione di Grazia, offerta a ogni discepolo di Gesù. Non si intende solo un deserto fisico, geografico, ma soprattutto una condizione del cuore che si dispone ad accogliere una voce, quella di Dio, simile ad un sussurro di brezza leggera. Perché ciò si realizzi sono necessarie sia la volontà di ascoltare sia le condizioni esterne che favoriscono tale atteggiamento. Ecco da dove ha preso ancora una volta le mosse “Pause”, la proposta mensile della Pastorale giovanile diocesana rivolta ai giovani dai 19 anni in su.

PROFETA GIOVANE Un luogo, Casamadre, un tempo, la mattina di sabato 10 febbraio e una guida, don Alessio Casoni, per aiutare i partecipanti a “sintonizzarsi” con la Parola e a cercare orientamenti e passi concreti per la vita di tutti i giorni. Riferimento della mattina è stato il libro di Geremia, in particolare il passaggio con il racconto della sua vocazione. La frase «non so parlare perché sono giovane» (Ger 1,6) è servita come “punto forte” attraverso il quale provocare sulle paure che troppe volte bloccano di fronte alla chiamata di Dio. Da qui lo spunto per mostrare come la vocazione sia realtà quotidiana, che tocca ogni credente e si realizza in modi differenti, a seconda del progetto di Dio per ciascuno. Scriveva a tal proposito Papa Francesco nel 2018:

Nella diversità e nella specificità di ogni vocazione, personale ed ecclesiale, si tratta di ascoltare, discernere e vivere questa Parola che ci chiama dall’alto e che, mentre ci permette di far fruttare i nostri talenti, ci rende anche strumenti di salvezza nel mondo e ci orienta alla pienezza della felicità.

NIENTE PIGRIZIA Il tempo di solitudine ha permesso ai ragazzi di mettersi in ricerca di questi talenti da far fruttare. Una ricerca impegnativa ma affascinante, come è emerso chiaramente nella condivisione che ha concluso la mattinata di preghiera, permettendo a tutti di portare a casa una certezza, affidata alle parole del Papa: «La gioia del Vangelo, che ci apre all’incontro con Dio e con i fratelli, non può attendere le nostre lentezze e pigrizie; non ci tocca se restiamo affacciati alla finestra, con la scusa di aspettare sempre un tempo propizio; né si compie per noi se non ci assumiamo oggi stesso il rischio di una scelta. La vocazione è oggi! La missione cristiana è per il presente!».

Don Carlo Cattaneo

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