L’IA e la sapienza del cuore per una informazione pienamente umana

“L’intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana” è il titolo del messaggio del Papa in occasione della Giornata delle Comunicazioni Sociali. L’evoluzione della tecnica dell’IA sta cambiando il modo di comunicare e di vivere: questo velocissimo cambiamento crea negli uomini tanto autentico stupore quanto vero e proprio disorientamento. Di fronte a questa nuova sfida, il Papa si chiede come si può rimanere umani.

DAL CUORE Il testo invita a non angosciarsi con letture catastrofiste, irrigidendosi di fronte alla novità con paura per difendere un mondo passato, come ricordava il teologo Romano Guardini, aggiungendo però che «il nostro posto è nel divenire. Noi dobbiamo inserirvici, ciascuno al proprio posto […], aderendovi onestamente ma rimanendo tuttavia sensibili, con un cuore incorruttibile, a tutto ciò che di distruttivo e di non umano è in esso». E concludeva: «Si tratta, è vero, di problemi di natura tecnica, scientifica, politica; ma essi non possono esser risolti se non procedendo dall’uomo. Deve formarsi un nuovo tipo umano, dotato di una più profonda spiritualità, di una libertà e di una interiorità nuove». L’epoca della ricchezza tecnica porta talvolta a una povertà umana:

Solo dotandoci di uno sguardo spirituale, solo recuperando una sapienza del cuore, possiamo leggere e interpretare la novità del nostro tempo e riscoprire la via per una comunicazione pienamente umana.

OPPURTUNITA’ La “sapienza del cuore” non può essere di competenza delle macchine e dell’intelligenza, ma è prerogativa dell’uomo: se da una parte la tecnica impara a elaborare determinati dati, la sapienza del cuore dell’uomo coglie il senso delle cose del mondo. Il “delirio di onnipotenza” nasce dalla sensazione e consapevolezza della propria vulnerabilità e, per superarla, usa ogni mezzo. I primi manufatti, le grandi macchine fino ai media contemporanei sono espressione di questo superamento della condizione di fragilità: «Ognuna di queste realtà può però essere contaminata dalla tentazione originaria di diventare come Dio senza Dio, cioè di voler conquistare con le proprie forze ciò che andrebbe invece accolto come dono da Dio e vissuto nella relazione con gli altri». Per questo motivo ogni cosa che viene dall’ingegno dell’uomo può essere sia un’opportunità che un pericolo: i mezzi di comunicazione, per esempio, con il mondo dei social media, hanno espresso chiaramente come il mezzo possa essere ambivalente, portando a dei rischi o degli usi “patologici”. Davanti alla sfida dell’IA, il Papa si appella alle istituzioni per dare una regolamentazione etica anche se, da sola non basta.

CRESCERE IN UMANITA’ La sfida contemporanea è «crescere in umanità e come umanità»: non è possibile pensare al mondo della comunicazione e dell’informazione senza la relazione esistenziale, senza una realtà e senza un volto, mettendo in relazione non solo l’insieme dei dati, ma delle esperienze. Il pensiero del Papa va inoltre al mondo dei giornalisti, sottolineando come l’IA debba valorizzare il giornalismo sul campo senza annullare la professionalità della comunicazione. E infine le grandi domande sul mondo lavorativo della comunicazione e sulle responsabilità che ne derivano, per tutti. La scelta sta se voler essere «cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libertà il proprio cuore, senza il quale non si cresce nella sapienza».

don Paolo Butta

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