La Caritas è al fianco del Nepal anche nel corso della recente crisi politica e sociale. Una situazione senza precedenti nella storia del paese che ha messo a ferro e fuoco le più importanti città del paese, arrivando a un triste bilancio con quasi un centinaio di morti.
PROTESTE Lo scorso 8 settembre, le strade delle principali città, da Kathmandu a Pokhara, sono state infatti teatro di imponenti manifestazioni della Generazione Z. La frustrazione per corruzione, nepotismo e disoccupazione, unita al divieto governativo dei social media, ha spinto i giovani a scendere in piazza, denunciando pubblicamente lo stile di vita dei “nepo kids” e rivendicando il diritto alla libertà di espressione. Gli scontri con le forze di sicurezza sono stati durissimi. Gas lacrimogeni, idranti, proiettili di gomma e munizioni vere hanno provocato almeno 72 morti e oltre 1.000 feriti. Ospedali sovraffollati, uffici governativi incendiati e scuole chiuse hanno accentuato il caos. Dimissioni di ministri chiave e del Primo Ministro K.P. Sharma Oli hanno aperto la strada a un nuovo corso politico. L’economia è stata duramente colpita con danni per oltre 3.000 miliardi di rupie e quasi 10.000 nepalesi rimasti senza lavoro.

CARITAS In questo contesto, Caritas Nepal ha svolto un ruolo cruciale. Pur operando in uno spazio limitato a causa della natura politica delle proteste, l’organizzazione ha monitorato attentamente la situazione e mobilitato risorse per rispondere alle emergenze umanitarie. Il supporto medico ai feriti, già garantito dal governo, è stato integrato da Caritas, pronta a fornire cibo, beni essenziali e assistenza psicosociale alle famiglie colpite. Gli operatori locali hanno avviato campagne di sostegno e pulizia nelle aree devastate, contribuendo a ripristinare la sicurezza e la normalità.
RIFORME In tutto questo la nomina di Sushila Karki a Primo Ministro ad interim segna un punto di svolta storico. La nuova leadership infatti con il coinvolgimento dei rappresentanti della Generazione Z e del Presidente Ram Chandra Paudel, punta a riforme e a un dialogo costruttivo. Caritas continuerà a collaborare con le amministrazioni locali e la società civile, promuovendo messaggi di pace e nonviolenza e sostenendo progetti di ricostruzione comunitaria.
SPERANZA Nonostante le gravi e numerose difficoltà, l’impegno costante di Caritas rappresenta un faro di speranza. Ricordando le vittime con momenti di preghiera e sostegno alle famiglie, l’organizzazione conferma che la risposta umanitaria può accompagnare la transizione politica e contribuire a ridurre il trauma delle comunità. La Generazione Z ha già dimostrato la forza del cambiamento e grazie al supporto di realtà come Caritas, il Nepal può guardare verso un futuro di stabilità e sviluppo inclusivo.
Rossana Zorzato


