Rafforzare la comunione tra i frati e costruire una coscienza condivisa di unità. È lo scopo dell’unificazione delle province di Genova, Lombardia e Piemonte, che il 4 marzo nel convento di San Francesco a Milano ha sancito ufficialmente la nuova Provincia del Nord-Ovest dei Frati minori cappuccini, intitolata a San Francesco. La nascita della nuova Provincia è stata presentata come un passaggio importante nella storia dell’Ordine, un momento che unisce memoria e rinnovamento.
VALORE Da una parte si riconosce il valore del cammino compiuto dalle realtà provinciali precedenti; dall’altra si apre una fase nuova, caratterizzata dalla necessità di rafforzare l’unità. Alla cerimonia dell’atto di fondazione hanno partecipato complessivamente circa trecento persone, oltre a quanti hanno seguito l’evento attraverso collegamenti online: frati e rappresentanti della famiglia francescana, insieme a religiose, membri dell’Ordine francescano secolare e delegazioni provenienti da diverse realtà missionarie legate ai cappuccini, tra cui Africa, America Latina e Asia. Tra i presenti anche il padre guardiano del convento vigevanese di corso Genova, fra Giuseppe Fornoni.
«Se prima il nostro convento faceva riferimento a Torino – spiega il superiore – d’ora in poi il collegamento diretto a livello provinciale sarà con Milano».
CAMBIAMENTO Cosa cambierà, dunque, in termini pratici, per il convento di Vigevano? Arriveranno nuovi frati? Qualcuno partirà? E per la comunità del GiFra sono previste novità a a livello organizzativo? «Non lo sappiamo ancora. Siamo in attesa di notizie ufficiali, che arriveranno probabilmente verso la metà di agosto dal direttivo milanese». Per i cappuccini non è soltanto una riforma amministrativa. È quasi un gesto simbolico: come se diversi ruscelli tornassero a confluire nello stesso fiume. Un’idea molto francescana: meno strutture separate, più fraternità, più cammino insieme sotto il segno semplice e luminoso di san Francesco. Il nuovo ministro provinciale è fra Angelo Borghino, assistito da dei consiglieri. Tra questi, il vigevanese fra Roberto Raccagni: «Il nuovo assetto — spiega il frate — comporta anche una serie di sfide: dalla vita fraterna all’organizzazione delle presenze sul territorio, dall’impegno pastorale e missionario alle responsabilità di governo e alla gestione economica. Questo significa che i conventi e i frati delle tre regioni vengono coordinati insieme; ci sarà un solo ministro provinciale con un consiglio di frati; le decisioni sulla vita dei conventi, sulle missioni e sulla formazione saranno condivise a livello più ampio. La scelta di unire le province non è solo organizzativa. È anche una risposta ai tempi, che deve fare i conti con la diminuzione delle vocazioni, l’età più avanzata di molti frati, il bisogno di rafforzare la vita fraterna e le missioni. Unendo le forze si cerca di mantenere viva la presenza francescana nel territorio e di dare nuovo respiro alle comunità».
Davide Zardo


