Storie di padri e figli nel solco di San Giuseppe

Un atto teatrale unico, incentrato sulla relazione tra padre e figlio, accolta come mistero e dono, oltre ogni tentazione di idealizzarla, di romanzarla, collocata in una scena dominata da una barca in viaggio e un albero di bastoni che compongono uno spazio surreale per l’esplicitarsi della relazione, senza spazio e senza tempo, tra le generazioni che si susseguono: è la proposta, innovativa e coinvolgente, con cui l’Ufficio diocesano della Famiglia, guidato da Don Roberto Signorelli, ha invitato a festeggiare S. Giuseppe domenica 19 marzo presso l’oratorio di Gropello Cairoli.

Le molte famiglie presenti hanno apprezzato lo spettacolo “Come una conchiglia di montagna: Storie di padri e di figli” messo in scena da due attori della Compagnia dei Piccoli di Cremona e finalizzato a rendere non solo la densità, la complessità, la tenerezza, ma anche la durezza della relazione intergenerazionale che impegna l’essere umano in un continuo divenire, al di là di ogni fissità di ruolo.

San Giuseppe

Proprio perché il copione nasce dall’ascolto di storie di paternità e di figliolanza ha evocato nei presenti frammenti di vita che sono stati condivisi nel successivo e interessante dialogo con gli attori, divenuto momento di ascolto e di riflessione. Vari contributi hanno sviluppato e amplificato gli spunti proposti dalle parole e dai gesti degli attori, invitando a riflettere, ad esempio, su quanto la relazione padre/figlio cambi entrambi, sulla distanza che, in certe fasi, connota il rapporto, sul ribaltamento dei ruoli, sull’evoluzione della relazione stessa, che culmina nell’accudimento del genitore, sull’influenza esercitata dall’esperienza personale di figliolanza nella costruzione del ruolo genitoriale.

Al termine un’invitante merenda offerta dalla Parrocchia e un ricordo della giornata distribuito da Don Giacomo. Sono piccoli passi, ma decisivi, che esprimono l’attenzione pastorale verso la famiglia e la necessità di trovare spazi di condivisione e di accompagnamento per genitori e figli, impegnati a divenire quanto desiderano essere: l’auspicio è che nelle nostre comunità si trovino, grazie alla disponibilità di coppie che affiancano il sacerdote.

Reda Furlano

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