Viaggio in Parrocchia / San Martino Siccomario, una chiesa storicamente importante

L’importanza della Parrocchia di San Martino Vescovo è dovuta anche dal fatto che al proprio interno furono sepolti i corpi di San Florindo Martire, di San Brizio Vescovo e di San Crispino I Vescovo, il fondatore della basilica. Era un vero centro di pellegrinaggi religiosi. La chiesa parrocchiale è antichissima, tanto che la costruzione dell’abside è stimata al X secolo: al proprio interno si possono scorgere vari rifacimenti che risalgono al 1215 come avanzo di chiesa romanica fatta edificare proprio da San Crispino e dedicata a San Martino vescovo. Verso il 1576 il Visitatore apostolico trovò la chiesa desolata, indecorosa e con le pareti scrostate. Per questa ragione venne ordinata una riparazione generale con il restauro delle pitture e dell’altare maggiore, un capolavoro di arte marmorea. Nel 1705 si verificò un’inondazione che causò ingenti danni e la struttura romanica fu soggetta a modifiche.

RESTAURI Con la bolla del 17 agosto 1817 di Pio VII e con il breve del 26 settembre 1817, sempre di Pio VII, venne aggregata alla diocesi di Vigevano; fu inizialmente sede vicariale, mentre nel 1837 è attestata come appartenente al vicariato di Sommo. Nel 1875 è attestata nuovamente come sede vicariale; ma nel 1876, con decreto del Vescovo di Vigevano monsignor Pietro De Gaudenzi, fu aggregata al Vicariato di Cava Manara in quanto vacante. Il vetusto campanile fu atterrato nel 1838 a seguito di una nuova alluvione, per essere ricostruito nel 1896, grazie anche a un importante contributo del comune. L’interno è formato da tre navate, con un soffitto a volta, ammirabile in tutta la propria magnificenza. Davanti presenta un sagrato molto ampio, già luogo del vecchio cimitero. A partire dagli anni ’70 la chiesa subì altri interventi di restaurazione, almeno per quanto riguarda la parte più antica, venne ripitturata la facciata, che porta dipinta l’effige di San Martino. La parrocchia, dopo essere anche stata sede di Vicariato, rimase provicaria prima di Sommo e dopo di Cava Manara, conservando il titolo di arcipretura. Attualmente è in fase di studio un affresco sulla navata sinistra della chiesa, ubicato presso l’altare sinistro di San Martino.

INTERNI All’interno della chiesa si possono osservare tre frangenti della vita di San Martino. Da sinistra si vede una donna in procinto di tenere in braccio un bambino, che altri non è che Martino, il cui allattamento sarebbe quindi avvenuto in suolo pavese. Sotto si nota un catino con acqua e una spada. L’acqua ricorda il battesimo voluto e ottenuto da Martino, che ha rappresentato un taglio netto rispetto alla sua vita precedente da soldato, simboleggiata dalla spada. Nel mezzo la pittura è interrotta dallo stemma dell’Ungheria, e termina procedendo verso destra con il santo che indossa abiti episcopali, in procinto di attività di colloquio o di ascolto con alcuni fedeli. Parrocchia della Diocesi di Vigevano, fino al 1817 appartenne alla diocesi di Pavia. Continua a rappresentare un luogo di riferimento per i fedeli di San Martino Siccomario e per quelli dei paesi limitrofi.

Edoardo Varese

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