Osservatorio 13-10 / Comunione e conflitti

Percorsi di comunione e storie di conflitto. È davvero sconcertante lo scherzo della storia che associa, in un medesimo tempo, due realtà così distanti e opposte. Non si sono ancora spente le immagini del conflitto russo-ucraino e già riemerge con violenza l’incubo degli scontri in quella Terrasanta che dovrebbe essere luogo di pace. Intanto a Roma, nel cuore della Chiesa Cattolica, uomini e donne, provenienti da tutto il mondo, si ritrovano attorno ad un tavolo per sperimentare la fatica del “camminare insieme“. È l’esperienza del Sinodo dei vescovi, che l’audacia pastorale di papa Francesco ha voluto trasformare in un laboratorio di comunione non solo tra i pastori, ma anche con l’intero popolo di Dio.

Da una parte il sangue e la morte, come conseguenza della scelta ostinata dell’uomo di cercare un potere di cui non è mai sazio e dall’altra la fatica e il rischio di osare percorrere una strada sicura con la compagnia di fratelli sconosciuti. Di fronte a questo quadro non possono non risuonare le parole Profetiche di San Giovanni XXIII all’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II : «Cristo occupa sempre il posto centrale della storia e della vita: gli uomini o aderiscono a lui e alla sua Chiesa, e godono così della luce, della bontà, del giusto ordine e del bene della pace; oppure vivono senza di lui o combattono contro di lui e restano deliberatamente fuori della Chiesa, e per questo tra loro c’è confusione, le mutue relazioni diventano difficili, incombe il pericolo di guerre sanguinose».

È forte affermarlo oggi in un mondo di pluralismo religioso e di profondo relativismo, tuttavia è l’esperienza stessa a confermarlo: la vita buona del Vangelo è antidoto all’egoismo del cuore umano. Bando a ogni illusione. Questa strada non è né semplice né scontata, ma vale la pena considerarla, visti gli esiti nefasti di politiche e diplomazie “troppo umane” e, quindi, terribilmente instabili. L’insistenza quasi ridondante di Francesco per l’apertura di occasioni di dialogo e di confronto è proprio il tentativo di offrire esperienze di fraternità che, nate come “buona notizia” nell’annuncio di Cristo, possano diventare percorsi possibili per «ogni uomo di buona volontà».

Anche su queste strade ci sono conflitti, anche dentro a questo tentativo di comunione ci sono pericolose spinte in avanti e nostalgici arroccamenti che portano fuori dal tempo, ma lo sguardo comune a un’esperienza di fede, riconosciuta come vitale, rende possibile la convivenza dei conflitti che diventa sinfonia di voci diverse, unificata da un unico spartito che è il Vangelo stesso. Il Sinodo, i cammini diocesani, i laboratori di dialogo non fermeranno le armi e non cambieranno le sorti immediate della storia, ma sono sicuramente una provocazione che inquieta il cuore e che offre la sconvolgente alternativa alla logica dell’odio: quella carità che i cristiani sono chiamate a offrire al mondo e che unisce anche chi è lontano. Un’utopia? Forse ma vale la pena aggrapparsi e tentare. La posta in palio è troppo alta per restare spettatori preoccupati o perenni delusi mentre la Storia ci mostra il suo inquietante spettacolo.

Dcc

Le ultime

Garlasco, coppie di sposi e fidanzati festeggiano san Valentino con la diocesi di Vigevano

Una tradizione da diversi anni fissa l’appuntamento nel sabato...

Conforto, cuore e anima per la pallamano

E’ l’anima e l’allenatore della pallamano Vigevano e ha...

Viaggio ad Assisi, l’esperienza sulle orme di Francesco

Un gruppo di famiglie della diocesi di Vigevano ha...

Viaggio in parrocchia / San Giorgio, una lunga storia ufficializzata nel 1772

La chiesa parrocchiale di San Giorgio è dedicata all’omonimo...

Login

spot_img