Frammenti di Vigevano / La linea ferroviaria tra Mortara e Vigevano

A Vigevano ed in Lomellina, tra la metà del 1800 e gli inizi del 1900, le strade ferrate fecero la loro comparsa. Tra le principali linee ferroviarie del Regno Sabaudo, realizzate tra il 1848 e il 1858, va annoverata quella tra Mortara e Vigevano. Gli accordi preliminari per la sua costruzione iniziarono il 27 novembre 1852, tra il Ministro Pietro Paleocapa ed i rappresentanti legali della società promotrice (Giuseppe Arconati Visconti, Enrico Strigelli e Ferrari Trecate). Va segnalato il ruolo svolto da Giuseppe Arconati Visconti, figura di spicco anche per il suo impegno in politica (in precedenza partecipò alle Cinque Giornate di Milano e fu poi eletto parlamentare sabaudo nel collegio di Vigevano).

VIA AI LAVORI Nel 1852, con legge, venne prevista la costruzione del tronco di ferrovia da Mortara a Vigevano, con incarico ad una società anonima (società di capitali dell’epoca) che era rappresentata dal marchese Giuseppe Arconati Visconti. L’11 marzo 1852, nel Palazzo Civico di Vigevano, fu costituita la Società Anonima definitiva. Il fondo sociale fu fissato in 1 milione e 500 mila lire. Il 16 aprile giunse il decreto reale che approvava la costituzione della società, con l’autorizzazione a costruire la strada ferrata tra Mortara e Vigevano. Il 23 maggio dello stesso anno venne firmato il capitolato definitivo di concessione.

LIQUIDITA’ La necessità di liquidità portò alla decisione di contrarre un prestito di 400 mila lire con la banca Cassa di Risparmio di Neuchatel. Anche i Luoghi Pii, Istituti Pii di Vigevano (l’ente amministratore dell’ospedale dell’epoca) intervennero in maniera concreta, dando in garanzia i propri fabbricati affinché il progetto si realizzasse. In corso d’opera vi furono alcune difficoltà da superare. La costruzione della stazione di Vigevano doveva prevedere anche edifici per la dogana ed i magazzini per le merci, la cui realizzazione avrebbe causato un eccessivo carico dei costi in un momento in cui l’economia era in crisi: la situazione climatica aveva causato forti perdite nei raccolti, problemi nella produzione dei bozzoli e delle viti. Vi erano poi scenari politico-economici non prevedibili (spese per la guerra di Crimea, incrementi nei prezzi dei combustibili e dei prodotti siderurgici, inizio di un’epidemia di colera tra il contingente piemontese intervenuto nelle operazioni militari in Crimea).

SI PARTE Ciò nonostante, il tronco della linea ferroviaria da Mortara a Vigevano fu aperto in tempi relativamente rapidi, nell’agosto 1854, migliorando i collegamenti del Regno di Sardegna verso i confini (il Ticino fuori Vigevano segnava quello con il Lombardo-Veneto), spingendo verso la realizzazione di un percorso ferroviario tra Milano e Genova, attraverso Vigevano. Il 24 agosto entrò in esercizio la linea ferroviaria (12,695 km.). Il 5 giugno erano entrati in funzione il tratto Mortara-Torreberetti-Valenza ed il collegamento da Valenza ad Alessandria. Si completava così un percorso diretto tra Mortara ed Alessandria, che in quest’ultima si congiungeva con la ferrovia Torino-Asti-Alessandria che da lì andava poi a Genova (lavori iniziati nel 1845 e conclusi nel 1853). Il collegamento tra Alessandria e Mortara trovava poi il suo proseguimento sulla linea da Mortara a Novara, conclusa ed inaugurata il 3 luglio del 1854.

Ermanno Boccalari

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