Il Racconto / La legge del contrappasso

Jan De Rosa, amministratore delegato della Super Auto Motor Spa, sedeva a capo del tavolo ovale nella sala riunioni all’ultimo piano del grattacielo che dominava l’intera città. Era leggermente abbronzato e fasciato in un completo blu elettrico. Alla sua sinistra c’era Gina Goldman, responsabile delle vendite, una brunetta con occhiali dalla montatura spessa. Il posto alla destra di De Rosa era occupato dall’ingegnere Bruno Steiner, addetto alla produzione, un cinquantenne corpulento, stempiato, con un maglione grigio.

Negli ultimi tre mesi – iniziò Gina Goldman – abbiamo incrementato del 35% le vendite del modello Ghibli 3000, grazie al nuovo motore che riduce al minimo il rumore e aumenta la velocità.

«Benissimo, Gina – disse De Rosa, notando un movimento alla sua destra – Bruno, vuoi dire qualcosa?». Steiner annuì: «Sì, e non è qualcosa di piacevole. Purtroppo negli ultimi tre mesi sono anche aumentati gli incidenti che hanno coinvolto diversi esemplari di Ghibli 3000. E questo proprio grazie al suo motore così silenzioso che non può essere udito dai pedoni se non all’ultimo momento. Almeno sei persone sono morte, investite dalla Ghibli 3000».
De Rosa sospirò: «Evidentemente non avevano guardato bene prima di attraversare la strada. E magari non erano neanche sulle strisce pedonali».

«La Ghibli 3000 è troppo veloce e troppo silenziosa. Dobbiamo modificare il motore a costo di ridurre le vendite».
«Bruno, lo sai che questo non è possibile».
«Allora – disse Steiner, alzandosi – se le cose stanno così, me ne vado».
«Mi dispiace, Bruno – De Rosa tentò un sorriso – Prova a pensarci su, possiamo parlarne». «Nessun aumento di stipendio potrebbe farmi cambiare idea. Non è una questione di soldi, ma di giustizia».
A mezzogiorno De Rosa uscì per mangiare qualcosa, anche se la decisione di Steiner gli aveva rovinato l’appetito. Mentre attraversava la strada lontano dalle strisce pedonali, senza guardare a sinistra, non si accorse della Ghibli 3000 che, veloce e silenziosissima, lo prese in pieno. L’impatto fu fatale. Il conducente chiamò subito un’ambulanza, ma non ci fu niente da fare.

«Mi dispiace – disse l’uomo alla polizia, più tardi – ha attraversato la strada all’improvviso e non ho fatto in tempo a frenare».
«Non è colpa sua – dichiarò l’agente – E’ stato un caso». «Già – replicò Bruno Steiner, riprendendosi la patente e il libretto – Un caso di contrappasso».

Davide Zardo

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