L’Intervista / Giuseppe Arancio, il castellano e i suoi scatti

Un “volto iconico” del Palio delle Contrade, con una sincera passione per la storia di Vigevano. Da dove nasce questo interesse?

«Da oltre 35 anni, come socio fondatore, faccio parte dell’associazione Sforzinda, organizzatrice del Palio delle Contrade di Vigevano. Nel corso degli anni con l’aiuto e le ricerche del dottor Pier Luigi Muggiati, direttore dell’archivio storico, ricopro il ruolo, come figurante, di Notaro Giacomo da Policastro, castellano di Vigevano, fedele capitano delle milizie di Francesco I Sforza Duca di Milano, padre di Ludovico il Moro. Un personaggio realmente esistito, come dico io: uno tosto. Fu castellano dal 1450 al 1463. Sono anche socio dell’associazione culturale Quattro Passi nella Storia, che realizza eventi e rievocazioni multi-epoca. Due cose fondamentali hanno acceso la mia curiosità e l’interesse per la storia della mia città. Il Castello Sforzesco aveva per me un fascino particolare e straordinario; negli anni Sessanta ero letteralmente rapito dallo sceneggiato televisivo Ivanhoe, tratto dal libro di Walter Scott. Mi immaginavo cavaliere, come il protagonista con l’armatura lucente e il cavallo bianco, sempre pronto a salvare le damigelle in difficoltà. Nel mio cuore avevo il sogno di poter entrare e visitare il castello, al tempo ancora occupato dai militari. Dopo cinquant’anni sono riuscito a fare qualcosa di più: durante un’edizione del Palio delle Contrade, assieme al gruppo “Gli Uomini della Condotta” di cui faccio parte, abbiamo piantato una tenda nel cortile del castello. Finalmente ci avevo dormito dentro! Al mattino quando mi sono svegliato, ho guardato la Torre del Bramante con occhio fiero, pensando tra me: sono realmente il “Castellano”».

Giuseppe Arancio in versione castellano per il palio

Quella per la storia non è però la sua unica passione…

«Ho sempre avuto molteplici interessi: sono stato donatore Avis con ben 130 donazioni, ho fatto parte degli Angeli colorati con il nome di dottor Prezzemolo. Da una decina d’anni in occasione delle festività natalizie divento Babbo Natale, e vado negli asili, nelle scuole elementari, oppure alle feste di volontariato, riuscendo a strappare un sorriso di stupore ai bambini. Ho cercato in tutte le attività di svolgerle per donare qualcosa alla comunità, con lo spirito che contraddistingue il vero volontario. Un’altra passione importantissima è quella della fotografia; ho cominciato quando ho conosciuto mia moglie, circa 45 anni fa. Non possedevo ancora una macchina fotografica diciamo seria e professionale, per caso ne parlai con il caro amico Carlo Ischias, fotografo locale al tempo molto conosciuto. Infatti è stato lui a consigliarmi e vendermi la mia prima macchina fotografica, spiegandomi anche i trucchi del mestiere, frutto della sua lunga esperienza. Quindi per anni, le mie foto catturavano i primi piani e avevano un soggetto diciamo predominante. Nel tempo ho cercato di spostare l’attenzione sui paesaggi, ed in particolare mi sono dedicato alla Piazza Ducale. Pubblicando giornalmente sui social media, proprio per questa mia collezione di scatti, nei primi mesi del 2022 sono stato contattato dall’ufficio Cultura del Comune. Mi hanno proposto di essere l’apripista dei festeggiamenti organizzati per i 530 anni dall’inizio della costruzione della Piazza Ducale, ed i 570 anni dalla nascita di Ludovico il Moro».

Per questo motivo, sono stato invitato ad allestire nella Sala della Leonardiana del castello di Vigevano, dal 14 al 29 maggio 2022, una mostra fotografica intitolata Honore al Duca. Ottanta scatti che accompagnavano per mano il visitatore in una camminata emozionale alla scoperta della città e di Piazza Ducale.

Alla città ha anche “regalato” un francobollo.

«Una grandissima gratificazione è stata il 6 febbraio 2023, quando il Comune ha voluto premiarmi con una pergamena per l’amore verso la città espresso con i miei scatti fotografici e il mio fattivo contributo per la realizzazione del francobollo commemorativo della Piazza Ducale di Vigevano. Fin da ragazzo sono stato un collezionista di francobolli, monete, qualche anno fa, anche di schede telefoniche. Mi ero accorto che c’era una lacuna per me molto importante, mancava infatti un francobollo per commemorare la nostra Piazza Ducale, che reputo la piazza più bella del mondo. Ho pensato allora, con l’aiuto dell’avvocato Roberta Giacometti di Vigevano, di proporre all’amministrazione comunale che attivasse la procedura per ottenere finalmente il francobollo dalla nostra Piazza. Ho creato un comitato chiamato “Piazza Ducale-530 anni”, presentando poi la richiesta ufficiale agli uffici preposti. Finalmente dopo parecchi mesi di attesa, il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato parere favorevole. La cosa mi ha riempito enormemente di soddisfazione e orgoglio, anche perché il Poligrafico dello Stato ha creato un folder per raccogliere il francobollo, con la cartolina e l’annullo postale, utilizzando tre foto della mia collezione. La presentazione alla cittadinanza è avvenuta il 19 novembre del 2022, regalando dopo trent’anni dal mio primo tentativo, un ottimo e bellissimo prodotto filatelico da collezione. Il successo è stato inaspettato e gradito, così tanto che dopo un’ora sono andate letteralmente a ruba tutte le copie del francobollo. Penso che una ragione particolare che mi abbia spinto a fare tutto quello che faccio non ci sia; ogni cosa l’ho sempre fatta guidato dall’istinto e ispirato dalla passione. Come ha detto il consigliere regionale Andrea Sala, sono un ambasciatore della bellezza di Vigevano nel mondo e questo appellativo mi riempie veramente di orgoglio».

Come un fotografo sceglie i suoi scatti?

«La scelta è soggettiva: dipende dalla sensibilità di ognuno, dal luogo, dal periodo e dal contesto. Amo particolarmente il mare e quando sono in vacanza d’estate, preferisco i bellissimi tramonti che la Liguria regala. Mi piace fotografare tutto quello che mi dà emozione; apprezzo tantissimo i riflessi, le finestre, i tavolini di marmo, le pozze d’acqua, mi sembra che riescano a raddoppiare la bellezza. Si guarda con gli occhi, si pensa col cervello, e la macchina fotografica ci aiuta, scatta per fermare un’immagine che ci entusiasma, che potremo riguardare in seguito, per non dimenticarla mai».

Ama di più le foto a colori o in bianco e nero?

Amo molto le foto a colori anche perché quando sogniamo, lo facciamo sempre a colori. Ogni tanto mi piace inserire qualche scatto in bianco e nero, perché mi sembra aggiunga alla foto un senso raffinato ed antico.

Ci sono ricordi ai quali è particolarmente legato?

«Uno dei ricordi più più belli in assoluto è stata la mia partecipazione nel 2018 al film “Essere Leonardo”, di Massimiliano Finazzer Flory, regista ed anche interprete. Sono stato scritturato proprio da lui durante un aperitivo in Piazza Ducale. Ho fatto praticamente la controfigura di me stesso; infatti ho partecipato al film nel ruolo di Castellano con la mia armatura costruita da me a mano e battuta a martello, che di solito indosso nelle rievocazioni storiche. La soddisfazione è stata doppia, perché oltre a me, sono state coinvolti anche una trentina di figuranti del Palio delle Contrade. Il film è stato il più premiato in tutto il mondo nella sezione documentario storico. In occasione dei 500 anni dalla scomparsa del maggior genio italiano della storia, a bordo dei voli internazionali Alitalia, è stato visionabile in esclusiva il film sopracitato».

Cosa le piacerebbe fotografare e non ha ancora fatto?

«Mi piacerebbe molto andare al Gran Premio di Monza con l’attrezzatura giusta e fotografare la Ferrari. Non è banale, ma sono da sempre innamorato della Rossa dal cavallino rampante. Spero un giorno di poter realizzare questo desiderio».

Isabella Giardini

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