Albonese, il sindaco: «I malati migliorano»

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Albonese è il centro della provincia di Pavia che ha il più alto numero di casi in rapporto alla popolazione. Si tratta di 36 contagiati che danno una prevalenza di 67.7 casi ogni mille abitanti (dati 11-05), di cui 3 guariti e 9 morti. Lo comunica il sindaco Andrea Bazzano: «I primi giorni d’aprile – spiega – c’è stato un aumento dei decessi, ora la situazione è stabile, ci sono ancora persone malate, ma le informazioni che abbiamo ci dicono che stanno pian piano guarendo, sono sfebbrate per la maggior parte e non hanno più i classici sintomi della polmonite». Nei primi quattro mesi del 2020 sono 19 i defunti, già vicini a quelli del 2019 (27) e del 2018 (30), ma è soprattutto nel confronto del mese di aprile che si coglie la differenza rispetto al passato,

in quanto nelle ultime settimane sono deceduti 14 residenti contro i 4 di un anno fa (+250%) e i 2 di due anni fa (+600%); la media del quinquennio 2015-2019, analizzata dall’Istat, rivela che l’ascesa della mortalità dall’1 al 15 aprile è stata del 400%. A marzo invece si era avuto un decremento, -50% sul 2019 e -25% sul 2018 (3 contro 6 e 4)

CENTRI NEVRALGICI Ma ad Albonese il contagio è diffuso su tutto il territorio comunale o localizzato in un unico punto? «Resta evidente – afferma il primo cittadino – evidente che all’interno delle rsa ci sono persone pluri-patologiche e anziane, più a rischio». Secondo il dossier raccolto da Funzione Pubblica Cgil di Pavia sarebbero almeno 10 i decessi dall’inizio dell’anno al 27 aprile scorso, su 75 ospiti, pari cioè al 14.7% del totale. Il gruppo Opera Charitas, di cui fa parte “Villa Enrica”, fornisce ulteriori dettagli sulla situazione:

Abbiamo avuto 17 decessi, ma non sappiamo quanti di loro fossero colpiti dal Covid, essendo molto anziani e affetti da varie patologie

«Il picco – continuano – è stato in aprile, da diversi giorni non ci sono stati morti e non siamo in grado di stabilire quale sia il numero esatto dei contagiati, nemmeno con i tamponi, perché stranamente alcuni positivi diventano poi negativi, e viceversa».

Albonese - rsa Villa Enrica
Villa Enrica

Quanto alla gestione dell’emergenza, «non abbiamo avuto problemi particolari, abbiamo fatto quello che facevamo sempre, magari con carenza di personale perché alcuni dipendenti si sono ammalati, ma adesso sono usciti dalla quarantena e stiamo tornando alla normalità». Tuttavia alcuni congiunti hanno lamentato l’assenza di informazioni precise, come nel caso di un soggetto positivo al coronavirus con cui non sarebbe stato possibile neppure parlare al telefono e che sarebbe morto a Vigevano dopo essere stato ricoverato in condizioni gravi. «Qualcuno – dice Bazzano – si è rivolto a me per capire cosa succedeva all’interno della struttura e come comunicare, però mi risulta che il personale sanitario abbia contattato i parenti e sono state fatte anche delle videochiamate con i familiari. Inoltre hanno chiuso quasi subito le visite ai parenti e questa è stata una garanzia per gli ospiti». Opera Charitas conferma che «ci sono stati dei casi in cui i parenti si sono lamentati per la difficoltà di avere informazioni sullo stato di salute degli ospiti, perché il centralino passava la chiamata al reparto, e magari in quel momento erano tutti impegnati a lavorare, ma in generale le famiglie sono tranquille, di solito ognuno ha il suo telefono e le ragazze sono a disposizione per il servizio di chiamate con Whatsapp».

Albonese - sindaco Bazzano
il sindaco Bazzano (secondo da sinistra)

SENZA INFORMAZIONI Alcuni dati del resto non sono disponibili neppure per l’amministrazione comunale, si pensi al numero di tamponi effettuati e alle categorie interessate, perciò è difficile valutare la diffusione in paese.

Questo è il punto più critico – ammette il sindaco – non si riesce a capire quale sia la situazione dei tamponi

So che ne stanno facendo di più rispetto all’inizio e capisco che non sia semplice farli a tutti, ma spero e mi auguro che presto partano con l’esame sierologico, quello ufficiale e riconosciuto dal Ministero della salute. Non voglio aprire polemiche e seguo le indicazioni di Regione e Ats, però che si facciano a tutti i cittadini, i quali chiedono di esservi sottoposti». Nel frattempo occorre farsi carico anche del disagio socio-economico della popolazione. «Aveva già famiglie in difficoltà, con l’emergenza Covid la situazione è diventata più critica. Abbiamo attivato i buoni spesa, esauriremo tutti i fondi e stiamo pensando di integrarli con risorse nostre. Tramite Auser, che ringrazio perché i volontari danno una mano incredibile, abbiamo garantito la consegna dei pasti a domicilio per gli anziani; lo stesso avviene per i farmaci e i commercianti, che hanno consentito di consegnare medicinali e alimenti a chi non può uscire di casa».

Giuseppe Del Signore (ha collaborato Davide Zardo)

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