Cilavegna, a fine maggio la “fase 2”?

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Cilavegna attende i dati di maggio per capire se la fase acuta dell’epidemia di coronavirus sarà passata. Il contagio nel comune lomellino si è manifestato soprattutto da aprile, in virtù anche delle misure messe in campo da Casa Serena – la rsa cilavegnese, la più grande della provincia di Pavia con 264 posti letto – dove il primo caso è stato registrato a inizio aprile, ma nelle ultime settimane si è diffuso fino a raggiungere 101 contagiati ufficiali per una prevalenza di 18.6 casi ogni mille residenti, la terza più alta in Lomellina e la nona in area pavese .

ANALISI DECISIVE «A marzo – dichiara il sindaco Giovanna Falzone – avevamo dei casi evidenti, con sintomi gravi e ospedalizzazione, ma la vera diffusione si è manifestata ad aprile, anche perché si è iniziato a fare test ematici e tamponi.

Perfino a Casa Serena molti non avevano sintomi eppure sono risultati positivi al tampone

Casa Serena (Cilavegna)
Casa Serena (Cilavegna)

I test sierologici – gli stessi che sono stati fatti a Robbio – hanno fatto emergere casi sommersi, anche perché diversamente i tamponi a soggetti asintomatici sono rari, e questo ha consentito di avere una mappa più precisa del contagio sia a livello comunale sia all’interno della casa di riposo. L’amministrazione provvede inoltre a comunicare alla cittadinanza in maniera trasparente l’evolversi dell’epidemia, attraverso i canali social. «Faccio un intervento quando ci sono dati nuovi – dichiara il primo cittadino – ho adottato lo strumento di Facebook per raggiungere più persone possibile, prima non avevo neppure un mio profilo». Fermo restando che neppure i sindaci hanno accesso a informazioni dettagliate:

Io – conferma Falzone – non so mai fino a quando un paziente è in ospedale piuttosto che a casa, Ats inserisce i dati in un portale accessibile agli amministratori, ma possono passare dei giorni. E assolutamente non ci comunica quanti tamponi sono stati fatti

LA MORTALITA’ Un indicatore che consente di misurare la “febbre” del contagio è il numero dei decessi. In marzo l’Anagrafe ha censito lo stesso numero di morti del 2018 e due in più del 2019, 9 contro 11 (+22.2%),

mentre ad aprile la crescita è stata del 128.6% rispetto a dodici mesi fa e del 100% rispetto a ventiquattro mesi fa, +116.7% e +73.3% se si considerano anche i non residenti.

Questi ultimi sono per lo più ospiti di Casa Serena, dove lo scostamento rispetto al 2019 sarebbe di dieci morti, circa il 17.5% in più. L’Istat nel Comune ha rilevato un eccesso di mortalità del 150% nel confronto tra i primi quindici giorni di aprile del 2020 e la media di quelli dal 2015 al 2019: sarà decisiva la rilevazione di maggio per comprendere se la crescita si è arrestata e se l’epidemia è stata contenuta.

Cilavegna - sindaco Giovanna Falzone
il sindaco Falzone

SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE Intanto il Comune si occupa della distribuzione delle mascherine e del supporto ai cittadini in difficoltà. Su quest’ultimo fronte Cilavegna è stata destinataria di 30mila euro per i buoni spesa. «Ci siamo resi conto – afferma il sindaco – che non soddisfacevano le esigenze, in secondo luogo alcune situazioni, pur gravi, non rientravano nei criteri previsti, perciò abbiamo stilato un secondo elenco di soggetti in difficoltà, stanziando più di 20mila euro». A queste due forme di contributo si affiancano i pacchi Caritas consegnati dalla Croce rossa. Nelle scorse settimane poi sono state distribuite mascherine lavabili di stoffa alla popolazione over65 e a quella di età compresa tra i 18 e i 30 anni, un primo stock fornito da associazioni locali e un secondo acquistato dall’amministrazione, mentre mascherine usa e getta sono state messe a disposizione di esercenti e volontari, oltre che della popolazione. «Abbiamo distribuito pacchi da 25 e da 50 per i primi, poi abbiamo fatto confezionare soluzioni da una, due o quattro mascherine per la popolazione e le famiglie».

Giuseppe Del Signore

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