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lunedì, Luglio 26, 2021
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    Clir, l’ombra del tribunale

    Il futuro del Clir ormai è segnato: sarà in tribunale. L’ultima assemblea dei sindaci, riunita sabato mattina, aveva come obiettivo quello di nominare un commissario liquidatore. Dei 42 comuni che ancora detengono le quote dell’ex consorzio lomellino che si occupava di rifiuti ne erano presenti 14, non sufficienti a prendere la decisione di un liquidatore. Alla fine ci si è rivolti a un collegio sindacale che avrà l’obiettivo di consegnare tutta la documentazione al tribunale, che dovrà occuparsi dell’azienda lomellina che si occupava della raccolta dei rifiuti nei comuni soci, e che ha maturato un debito di oltre 6 milioni di euro. Resta in sospeso il futuro dei lavoratori che sono rimasti in forza nell’azienda che ormai ha ridotto al lumicino i propri servizi. «Le ipotesi in campo – spiega Riccardo Panella della Cgil – sono due. Abbiamo parlato con il presidente Antonello Galiani e abbiamo ipotizzato da una parte la richiesta di cassa integrazione, ma anche il licenziamento collettivo, che permetterebbe ai lavoratori di ricevere tramite la Naspi il 75% degli stipendi degli ultimi due anni».
    Al momento al Clir ci sono in forza una ventina ancora di lavoratori di cui 13 operatori e 7 adetti amministrativi, dal momento che le amministrazioni comunali che utilizzavano per la raccolta rifiuti la società lomellina tramite bandi o affidamenti in urgenza si sono rivolti a società private.«Abbiamo avuto – dice Panella – degli incontri con alcuni sindaci della Lomellina e abbiamo ribadito che è necessario che quando si dà un affidamento a una nuova società anche i lavoratori seguano l’appalto, garantendo continuità. Non devono essere assunti direttamente dalla società subentrante, perchè questo nel momento in cui dovesse cambiare l’appalto non li garantirebbe». Nei prossimi giorni quindi si potrebbe conoscere sia il futuro della società lomellina nata per la raccolta dei rifiuti, che quella dei lavoratori rimasti che non hanno ancora trovato lavoro in altre società.

    Gambolò, problemi per i rifiuti

    Il Clir non toglie i cassonetti che raccolgono il verde e i pannoloni e l’amministrazione comunale di Gambolò decide di emettere un’ordinanza nella quale intima alla società lomellina che un tempo gestiva la raccolta rifiuti di toglierli entro tre giorni .Il Clir, anche perchè sprovvisto di liquidità, non è potuto intervenire per rimuovere tutti i cassonetti, che sono stati tolti dal nuovo gestore che eventualmente si rivarrà. L’amministrazione comunale, infatti, ha deciso di affidare la raccolta rifiuti a una società esterna che è subentrata al Clir nel mese di marzo. Nel frattempo il comune ha deciso di passare per la raccolta del verde e delle ramaglie dai cassonetti (di proprietà del Clir) al porta a porta. La società lomellina, prossima alla liquidazione, e che per questo sta dismettendo tutti i servizi, è stata impossibilitata a ritirare i propri cassonetti. «Il Clir nel mese di giugno – scriveva il sindaco Antonio Costantino nell’ordinanza del 14 luglio – ha avviato l’attività di asportazione per circa una decina di contenitori, interrompendo tuttavia le operazioni necessarie nel periodo successivo. A oggi risultano ancora ubicati sul territorio comunale 11 cassonetti per la raccolta dei pannolini e circa 70 cassonetti stradali per raccolta del rifiuto “verde” i quali non vengono né svuotati né rimossi. I cassonetti del verde hanno delle parti rotte che potrebbero portare al ribaltamento del contenitore, costituendo pericolo per la pubblica incolumità. Tutti i contenitori risultano pieni di rifiuto, il quale, anche in considerazione delle condizioni climatiche del periodo estivo, provoca condizioni antigieniche. I contenitori pieni costituiscono un rischio per l’innesco di incendi e favoriscono la presenza di insetti e roditori, oltre a oltre a costituire attrazione al deposito illecito dei rifiuti all’esterno degli stessi».

    Andrea Ballone

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