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lunedì, Luglio 26, 2021
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    Clir, si decide il liquidatore

    L’assemblea dei sindaci del Clir si riunirà per nominare sabato mattina il liquidatore che dovrà scegliere il metodo da utilizzare per la chiusura della società lomellina, che ha sei milioni di debiti. Dopo le dimissioni dei primi tre liquidatori la società ha nominato Antonello Galiani, già nel consiglio di amministrazione, presidente pro tempore con l’intenzione di chiedere un concordato in continuità per continuare l’attività. Il blocco dei fidi da parte della banca, conseguenza della decisione di liquidare, ha provocato però di fatto lo stop di ogni possibile attività, non essendoci più la liquidità per pagare i fornitori e gli stipendi che non sono ancora stati accreditati. Quindi si è deciso di tornare in assemblea con i sindaci per scegliere la formula migliore per chiudere la questione della società lomellina che è ormai giunta al capolinea. Rimane da chiarire la formula legale migliore per riuscire a far avere ai lavoratori gli ammortizzatori sociali. «Lunedì – dice Riccardo Panella della Cgil – avevamo in programma una riunione con il presidente Antonello Galiani per scegliere se chiedere la cassa integrazione o il Fis. Abbiamo però sospeso tutto dal momento che vogliamo aspettare prima l’assemblea dei sindaci, così da poter valutare quale sia per i 23 lavoratori rimasti su 53 la soluzione migliore». Nei giorni scorsi diversi autisti del Clir, rimasti senza stipendio, e senza z per il futuro, hanno trovato lavoro in altre realtà. Spesso anche lontane dalla Lomellina. Sono quindi ore decisive per la società nata come consorzio per gestire i rifiuti. Intanto la maggior parte delle amministrazioni comunali che ancora erano servite dal Clir hanno affidato in urgenza la raccolta dei rifiuti ad altre società, ma alcune come Mede e Gambolò hanno già iniziato il percorso che porterà all’affido definitivo del servizio ad altri attraverso un bando di gara. Da sabato la parola potrebbe passare a un altro liquidatore, dopo che i primi tre nominati si sono rifiutati di accettare l’incarico. Nei giorni scorsi è stato pubblicato un bando nel quale si chiedeva l’eventuale disponibilità di professionisti che volevano occuparsi della liquidazione della società. Il compenso previsto per chi decidesse di accettare la nomina è di 19mila euro circa, pari al trattamento economico di un membro del cda nel 2013.

    Andrea Ballone

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