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lunedì, Giugno 14, 2021
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    Greta Pinzi, diario di un’illustratrice

    Piccola di statura, ma talentuosa e determinata, Greta Pinzi è un’illustratrice 26enne di Mede con diverse pubblicazioni all’attivo, tra cui la raccolta “Fiabolandia” di Natalina Parolo, e il libretto “Se ti fa male… metti un cerotto”, di cui ha scritto anche il testo.

    Ha sempre disegnato fin da piccola, incoraggiata dai genitori, ma quando è stato il momento di andare alle superiori non ha scelto l’artistico. «La professoressa di italiano mi ha letteralmente pregata per far fare bella figura alla scuola andando al classico, così l’ho accontentata. Al quarto anno sono entrata in crisi ma ho terminato gli studi grazie al sostegno di mamma di papà. Poi si è trattato di scegliere ancora, e ho deciso di andare all’Accademia delle belle arti di Brera, dove però non ho passato l’esame d’ammissione poiché ero svantaggiata non provenendo dal liceo artistico». Da lì la decisione di un corso base di un anno, sempre a Brera, dove Greta ha conosciuto il mondo dell’illustrazione. «Quindi mi sono specializzata con un corso d’illustrazione al Castello Sforzesco e ho iniziato a buttarmi in tutti i concorsi, entrando poi in contatto con l’editore Bruno Testa e con l’autore Umberto Zanardi di Brescia».

    Greta Pinzi usa diverse tecniche, tra cui soprattutto un tipo di matite colorate che sono anche acquarellabili, e dei pantoni per gli sfondi, ma ama la Bic nera, con cui ha riempito diari e taccuini:

    E’ quasi un concetto di vita: con una singola penna puoi fare di tutto. Ma i bimbi sono innamorati dei colori. Ho un disturbo ossessivo compulsivo che mi porta a disegnare sfondi neri, anche quando parlo con gli amici seduti intorno a un tavolo, e l’arte mi fa passare il mal di testa. Mi piace il cartaceo, è qualcosa che rimane, ma per il mio lavoro capisco che in questo momento è importante il computer, e vedrò di attrezzarmi con un pc o un Mac. Anzi, ho intenzione di continuare a studiare per sviluppare l’animazione.

    In questo periodo Greta sta decorando un carretto per il Palio della ciaramella, su proposta di Pierangelo Boccalari, con la skyline della città di Mede, caratteristica per il campanile e la torre dell’acqua. I suoi artisti preferiti? Uno è Tony Ross, autore delle illustrazioni per la collana “Il battello a vapore” di Piemme. «Il suo disegno nell’insieme è apparentemente semplicissimo, ma se lo guardi nel particolare scopri che è un genio.» Poi c’è Marie Cardoliatt, che ha illustrato le carte del gioco “Dixit”. «Devo ancora trovare un mio stile, ma quando leggo una storia da illustrare vedo già le immagini nella mia testa e scelgo quali sfondi mettere, che colori usare. Mi piace cambiare, dipende dalla storia che vuoi raccontare, dal bambino che legge. L’importante è lasciare anche a loro un margine per l’immaginazione, la creatività».

    Davide Zardo

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