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    La storia di Nicolas, il camminatore del sacro

    Camminare su percorsi sacri, e non solo, per portare avanti il progetto iniziato dal padre, scomparso nel 2011. E’ l’impegno di Nicolas Olivetti, 27enne di Gambolò, che poco tempo dopo ha iniziato a percorrere in solitaria numerose camminate, sia di stile religioso (circa 15) che per puro sport (almeno 4).

    UNA PASSIONE EREDITATA Nicolas ha cominciato a camminare col papà Claudio all’età di 4 anni. «Lui era un montanaro, un vero proprio “orso” – racconta Nicolas – e mi ricordo che a 13 anni ho fatto con lui il cammino di Alagna Val Sesia fino al rifugio Pastore, vicino al ghiacciaio. Ero stremato, ma lui mi spronava: “Dai che ce le facciamo!” E alla fine siamo arrivati a destinazione. Ho ancora una sua foto di quando aveva 27 anni, la mia stessa età di adesso, e la conservo con cura». Tanti gli episodi che costellano i percorsi di Nicolas, che li ha raccolti nel libro “Camminerò”, pubblicato in poche copie per amici e parenti: «Sono stato a Santiago de Compostela che è stato il primo di tutti e anche il più lungo, poi ho fatto il cammino Eusebiano da Vercelli al santuario di Oropa in Piemonte, la Via degli Abati da Pavia a Bobbio, il cammino di San Michele in Piemonte, il cammino di San Riccardo Pampuri nella nostra meravigliosa Lomellina, la via Francisca del Lucomagno in minima parte, la Via degli Dei (che non sarebbe un cammino di stile religioso ma io l’ho reso tale) da Bologna a Firenze, l’Anello di San Quirico ad Arona. Ogni tanto vado da mia sorella che ha una casa a Bardonecchia. Lei e la sua famiglia vanno a sciare, mentre io che non so sciare cammino nella neve».

    Nicolas ha percorso tre volte la Via del Sale da Varzi a Genova, addentrandosi inoltre nel sentiero Grange la Rho a Bardonecchia, nella Val di Susa e in tanti piccoli sentieri sparsi un po’ dappertutto. «La chicca dei miei cammini religiosi non è scritta su nessuna guida di viaggio perché è un percorso progettato interamente da me e situato in Liguria, a cui ho dato il nome di Cammino dell’Umiltà. Ovviamente il cammino che mi ha colpito più nel profondo è sicuramente quello di Santiago de Compostela. Io viaggio sempre in solitaria per un semplice motivo: voglio sempre conoscere gente nuova e fare esperienze sempre diverse. Lo scorso settembre sul Cammino degli Dei ho incontrato Francesca, una ragazza che aveva bisogno di indicazioni. Ci siamo scambiati del materiale, io avevo bisogno di una felpa, lei di un asciugamano. Le nostre strade si sono separate, ma siamo in contatto ancora adesso. Poi ricordo ancora con emozione l’incontro con un artista di strada in un ostello di Firenze. Mi ha fatto un ritratto forse non molto somigliante, ma che ha colto il mio spirito: i segni della fatica li vedi tutti».

    IL CAMMINATORE DEL SACRO Nicolas ha un singolare primato: il titolo di “camminatore del sacro” che gli è stato conferito da un amico sacerdote, don Paolo Nagari, il 26 ottobre 2020 in occasione della festa patronale di Gambolò. «Questo titolo è dato dal fatto che tutte le mie camminate, anche quelle sportive, iniziano con la benedizione di un sacerdote e finiscono puntualmente con la visita a qualche luogo sacro. Essere “camminatore del sacro” significa per me essere guidato sempre da mio padre Claudio: da lassù è come se lui vivesse dentro di me: mi ha dato questa eredità, ovvero essere camminatore. Era lui il camminatore e io onoro ciò che mi ha lasciato. Mia madre non voleva che io facessi il cammino di Santiago, ma io mi sono impuntato e ci sono riuscito: l’ho fatto per mio padre, che sentivo sempre vicino, e anche per me».

    In ottobre, per la festa patronale di Gambolò, Nicolas ha allestito al Castello Litta una mostra fotografica dei suoi percorsi. «Era la prima ed è andata molto bene: spero che sia servita a smuovere qualche nuovo camminatore». Il giovane pellegrino ha anche scritto una piccola poesia lungo il cammino di Santiago: «Oltre a camminare – spiega – mi soffermo e osservo il cielo stellato parlando con le stelle e chiedendo loro di indicarmi la via». Questo il testo del breve componimento:

    Non avevo voglia di camminare e mi hai dato la forza / Non sapevo parlare e mi hai dato la voce / Non sapevo condividere e mi hai offerto la mano /Non sapevo osservare il mondo e me l’hai fatto vedere/ Mi ero perduto e mi hai trovato nel cuore.              

    Davide Zardo

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