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lunedì, Gennaio 30, 2023
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    Mede, i 100 anni del monumento ai Caduti voluto dalle donne

    Una grande partecipazione delle scuole, e una foto finale che rievoca la storica immagine del 1922. E’ il centenario del monumento ai caduti della Prima guerra mondiale, che Mede ha celebrato nella mattinata di sabato 19 novembre.

    Un monumento voluto fortemente dalle donne medesi dell’epoca,

    come ha ricordato la ex preside Maria Grazia De Martini: «Il motore e l’entusiasmo contagioso per la raccolta fondi, ossia “l’olio di gomito” – spiega la storica dirigente scolastica – fu di un gruppo di giovani maestre che organizzarono recite scolastiche, lotterie e varie iniziative benefiche, coordinate dalla neppur trentenne Giuseppina Chiarenza, attiva segretaria del Comitato (in seguito per matrimonio con l’ingegner Florio si trasferì a Firenze). Tra le “volenterose” Gina Calligaris di 42 anni, le maestre Giuseppina Garini e Angela Demarziani, entrambe di 22 anni 22. Notevole è stato l’impegno di queste donne nell’ombra che non hanno fatto notizia, una delle caratteristiche della medesità al femminile. Pensiamo al ruolo della donna con i parametri di inizio ‘900 in questo lembo di provincia».

    Erano semplicemente otto ragazze di paese, non erano salite sul Carso, ma amavano la Patria e hanno portato il loro mattone in questo monumento. Non hanno mai avuto una coppa o una medaglia. Nei libri di storia ci sono finiti i vari Cadorna, i generali: ma a fare la storia medese dell’Unità d’italia sono state anche le nostre Giuseppine

    Il municipio di Mede
    Il municipio di Mede

    LA GIORNATA Il coinvolgimento di medie e primarie si è concretizzato con la distribuzione agli studenti di un opuscolo curato da Pierangelo Boccalari, e con la lettura ad alta voce di alcune riflessioni dei ragazzi. Dal sindaco Giorgio Guardamagna, poi, alcune informazioni storiche sul monumento. «La sua erezione è dovuta in massima parte ad un gruppo di giovani medesi, riuniti in un apposito Comitato, che vollero eternare in un segno tangibile il sacrificio dei soldati caduti. Il sindaco di allora, Giuseppe Robone, approvò l’iniziativa e diede l’autorizzazione ad iniziare una sottoscrizione popolare per raccogliere i fondi necessari. Sopra un largo basamento di forma piramidale si erge una statua in bronzo sopra uno strato di roccia rappresentante un milite nell’atto energico di piantare la bandiera sulla terra redenta. Lo scultore Michele Vedani ha saputo trasfondere nel volto del milite il sorriso della soddisfazione per la meta raggiunta. Nella facciata principale del basamento adorna il monumento un magnifico bassorilievo di bronzo, opera del compianto concittadino, lo scultore Felice Bialetti, dono cospicuo concesso dal fratello Ferdinando e consorte, in memoria della loro figlia Maria, al Comitato che volle inserire col consenso generoso dello scultore Vedani nel monumento, come parte integrante dello stesso».

    Davide Zardo

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