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    Mede, un murale ecologico per la sede di Legambiente

    Un murale per il Centro di educazione ambientale di Legambiente Lomellina “Libellule & Colibrì”, che ha sede nella ex scuola della piccola frazione rurale di Parzano, a Mede. L’opera è stata realizzata dall’artista argentino Augustin Incicco, che sarà presente all’inaugurazione sabato 12 novembre alle 11. Il Cea, che è anche Associazione di promozione sociale, si prefigge lo scopo di valorizzare le peculiarità del territorio, con vari progetti che coinvolgono attivamente la cittadinanza, attraverso incontri educativi con le scuole, eventi tematici, collaborazioni con le associazioni e gli enti locali. «Arrivare in Lomellina – spiega Augustin – è stato come tornare nella mia terra. Nel senso che il paesaggio, pianeggiante, di campi lavorati e di cascine è abbastanza simile alla regione da cui vengo. Ho quindi avuto la possibilità di vivere la vita di campagna in Italia, della sua gente, e sorprendentemente, sono stato mandato ancora di più nel paese di origine della mia famiglia in Argentina, tra l’altro un paese fondato maggioritariamente da migranti italiani, dove l’attività agricola è predominante». Conoscere alcune cascine, paesi e piccole città, la loro storia, la storia del lavoro di questi campi, ha permesso all’artista di rivalutare le conoscenze, le tecniche e le pratiche portate nella sua terra dai suoi stessi avi. «Il segno caratteristico che più mi attrae in questa regione è l’incastonatura tra le arti “di terra” e quelle dette belle arti, sviluppatesi nei secoli. Dove l’architettura appare come il fatto che sintetizza questa unione, accompagnata da quella che io chiamo una tecnologia scultorea, e un disegno paesaggistico pittorico. Finora avevo conosciuto in Italia i grandi monumenti d’arte, chiese e musei. Qui l’arte è legata alla terra, un insieme inscindibile che la rende utile e sacra allo stesso tempo. Arte e patrimonio storico, vite e risorse presente, tutto da preservare, fare conoscere e tramandare. Una delle discipline che amo e che pratico di più in pittura è il paesaggio fatto alla prima, poiché mi dà la possibilità di un contatto diretto con lo spazio, le specie, la terra e il cielo, che in pittura diventano poi paesaggio.Il primo impatto è di innamorarsi, visivo. Il fascino per le forme, le luci e i colori porta a un’osservazione più analitica. Empatia ed stima nascono da queste due impronte, quella estetica e quella razionale. La pittura dunque, dandomi la possibilità di conoscere, mi avvicina e mi fa amare».

    Davide Zardo

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