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sabato, Aprile 17, 2021
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    Mensa, pasti quadruplicati rispetto all’anno scorso

    Volano a 6.954 i pasti distribuiti alla Mensa dei poveri di Mortara dall’inizio dell’anno al 19 marzo, contro i 1.779 dello stesso periodo del 2020. Numeri quadruplicati, che confermano che la pandemia non ha solo colpito dal punto di vista sanitario, ma anche economicamente. Chi, in passato, svolgeva quei piccoli lavoretti che permettevano di sopravvivere, con l’avvento della pandemia ha perso tutto. «Dall’inizio dell’anno a venerdì 19 marzo, San Giuseppe – esordisce don Felice Locatelli, coordinatore della Mensa – abbiamo distribuito 6.954 pasti, contro i 1.779 dello stesso periodo del 2020. Sono stati 3.153 i pasti ritirati tutti i giorni alla Mensa a cui si aggiungono i pacchi equivalenti ad altri 3.801 pasti, per un totale, al 19 marzo, di 6.954 pasti. Se confrontati allo stesso periodo del 2020, i pasti consumati o da asporto ritirati giornalmente furono solo 960 e quelli contenuti nei pacchi furono 819, per un totale di 1.779. Un incremento impressionante, numeri quadruplicati in 12 mesi. E l’aumento dei nostri assistiti è continuo. Quest’anno supereremo certamente il record dello scorso anno».

    Nel 2019 furono distribuiti 21.961 pasti, nel 2020 si arrivò al record di 30.227 pasti, con un incremento di circa il 50%. Ora i primi mesi del 2021 confermano l’incremento delle persone che si presentano alla Mensa dei poveri per avere un pasto. Un’esigenza basilare che diventa una vera e propria emergenza sociale e che investe anche molti italiani. Fino a febbraio 2020 qualche decina di assistiti consumava i pasti direttamente in Mensa, altri ritiravano il pacco. Con l’avvento del Coronavirus la mensa, intesa come consumazione sul posto, ha chiuso, ma ha continuato a consegnare pasti per tutti, tutti i giorni dell’anno, Ferragosto, Natale e Pasqua compresi. Chiunque si rivolge alla Mensa, ottiene sempre un aiuto.

    Don Felice Locatelli è il responsabile alla mensa dei poveri

    «E’ stata attivata per tutti da marzo 2020 la consegna di borse alimentari – prosegue don Felice Locatelli – tutti aspettano fuori, ordinatamente, indossando la mascherina. Vengono inseriti nella borsa i vari alimenti per pranzo e cena poi viene posizionata su un tavolino. Uno alla volta entrano nel cortile, prelevano la borsa e vanno». Questo sistema riduce al minimo i contatti e i rischi connessi al Coronavirus. «Il numero di volontari presenti – aggiunge ancora don Felice Locatelli – è da mesi limitato. Questo per ridurre i rischi. Tutto avviene poi seguendo i protocolli e le prescrizioni. I locali sono continuamente sanificati, poi vengono continuamente indossate le mascherine sia per il personale volontario, sia per chi assistiamo. Ringrazio i volontari che lavorano giornalmente perché tutto sia pronto per il ritiro e coloro che finanziano questa nostra attività. Senza di loro non potremmo davvero aiutare così tante persone».

    Giorgio Giuliani

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