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sabato, Febbraio 27, 2021
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    Mortara, la mensa non si ferma

    Non si è fermata per tutto l’anno, neanche a Natale o Capodanno, pur di distribuire cibo a chi ne ha bisogno. E il numero di chi bussa alla Mensa dei poveri gestita dalla Caritas è sempre in aumento. Nel 2020 ha consegnato 30.227 pasti, con una media, ora stabilizzata, di circa 100 persone al giorno. Numeri che registrano un vero e proprio record, conseguenza della pandemia che ha colpito non solo l’ambito sanitario, ma anche quello economico. C’è chi ha perso il lavoro, ma soprattutto si sono ridotti i piccoli lavori (pulizie in casa, giardino) che permettevano di guadagnare qualcosa. E con i problemi economici il numero di assistiti è aumentato notevolmente. «Lo scorso anno – esordisce don Felice Locatelli, coordinatore della Mensa – il numero di persone assistite è passato da circa 60 a 100 e pasti distribuiti saliti da 21.961 del 2019 ad 30.227 del 2020. Circa 40 persone al giorno in più e quasi dieci mila pasti aggiuntivi distribuiti. Un incremento molto alto, circa un terzo in più». Anche i numeri e il consumo dei pasti è cambiato. “Il numero dei nostri assistiti a gennaio e febbraio era stabile – spiega don Felice Locatelli – erano 60 a gennaio e 64 a febbraio. Con la diffusione della pandemia, il numero ha iniziato a salire, passando a 68 a marzo ed arrivando a 100 persone assistite ad aprile, in pieno lockdown. E poi, anche nei mesi estivi, senza limitazioni sanitarie, questa quota 100, praticamente, si è stabilizzata anche nei mesi successivi, toccando il massimo a ottobre, mese di nuove restrizioni, con 109 persone aiutate”. Fino a febbraio 2020 qualche decina di assistiti consumavano i pasti direttamente in mensa, altri ritiravano il pacco. Con l’avvento del Coronavirus la mensa, intesa come consumazione sul posto, ha chiuso, ma si continua a consegnare pasti per tutti, tutti i giorni dell’anno, Ferragosto e Natale compresi. Chiunque si rivolge alla Mensa, ottiene un aiuto. «E’ stata attivata per tutti da marzo 2020 la consegna di borse alimentari – prosegue don Felice Locatelli – tutti aspettano fuori, ordinatamente, indossando la mascherina. Vengono inseriti nella borsa i vari alimenti per pranzo e cena poi viene posizionata su un tavolino. Uno alla volta entrano nel cortile, prelevano la borsa e vanno. Questo sistema riduce al minimo i contatti e i rischi connessi al Coronavirus». E questo metodo proseguirà ancora per settimane, forse mesi. Anche il centro di ascolto, necessariamente, vede tagliata la sua attività. «Il numero di volontari presenti – aggiunge ancora don Felice Locatelli – è limitato. Questo per ridurre i rischi. Tutto avviene seguendo i protocolli e le prescrizioni. Quindi la sanificazione dei locali, l’uso continuo delle mascherine sia per il personale volontario, sia per chi assistiamo». Il massimo delle tutele. «Abbiamo due novità – conclude don Felice Locatelli – abbiamo acquistato una cella frigorifera che ci aiuta per la conservazione del cibo fresco (verdura, carne) e il dono di regali per i bambini, finanziato da una raccolta fondi delle agenzie immobiliari di Mortara. Un bel gesto che farà piacere. Consegneremo prossimamente alle famiglie con bimbi, insieme ai cibi, anche un regalo. Ringrazio i volontari che hanno permesso di restare sempre aperti e chi ci aiuta, con donazioni di alimenti o denaro, per questa nostra attività quotidiana».

    Giorgio Giuliani

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