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venerdì, Marzo 5, 2021
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    Quale futuro per il Clir?

    L’assemblea del Clir della scorsa settimana è stata rimandata, il sindacato ha ufficialmente richiesto lo stato di crisi da lunedì e nei giorni scorsi i sindaci della Lomellina si sono recati dal prefetto per capire quale sarà il futuro dell’azienda lomellina che oggi vanta quasi 7 milioni di debiti.
    Sabato ci sarà un’altra riunione dei sindaci, dopo che quella in programma la scorsa settimana è stata rinviata. Le ipotesi in campo sono due: o si fallisce o si cerca di riprendere la via per rendere produttiva una società che dal 2008 non genera utili e si è sempre di più indebitata. Se il sindaco di Gambolò (che è uno di quelli che non ha votato il nuovo piano di tariffe che prevedeva degli aumenti) era favorevole a non rinviare la seduta, chi ha chiesto tempo è Mortara in accordo con altri comuni lomellini. Il futuro non è roseo.
    Se non si votasse il piano di aumento nel 2021 il Clir perderebbe 100mila euro al mese, e al contempo c’è ancora la spada di Damocle del 1 marzo, quando Lomellina Energia, cioè il termovalorizzatore, smetterà di ritirare i rifiuti del Clir, che alla società deve 1milione e 400mila euro. Dall’altra parte c’è il problema dei lavoratori, cinquanta in tutto di cui tredici amministrativi. Quanti lavorano sui camion dovrebbero essere garantiti, dal momento che se una ditta dovesse subentrare dovrebbe garantire la continuità del servizio con le stesse persone. Altro discorso invece riguarda gli impiegati, per i quali non è garantito il passaggio.
    Al momento però sono tutte ipotesi premature, ma i tempi stringono. I sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione per poter partecipare a eventuali trattative. Intanto rimane aperta la questione del ritiro dei rifiuti da parte di Lomellina Energia che dal 1 marzo non accetterà più i rifiuti del Clir, ma è disponibile a ritirarli singolarmente dai comuni che ne fanno parte con contratti privati.
    Sulla questione la multiutility milanese A2a alla quale Lomellina Energia fa capo al momento non rilascia dichiarazioni. Anche questo è uno dei nodi che le amministrazioni comunali si troveranno a dover sciogliere nei prossimi giorni con l’aiuto della prefettura che ormai svolge un ruolo fondamentale nella gestione della faccenda Clir.

    Andrea Ballone

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