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martedì, Dicembre 7, 2021
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    Raddoppio Milano-Mortara, nodo passaggi a livello

    Finalmente uno sblocco per la procedura del raddoppio dei binari. Si dicono moderatamente fiduciosi i pendolari della tratta che, dopo tante battaglie spese per la causa, cominciano a intravedere una luce in fondo al tunnel.

    «Tre anni fa – dichiara Franco Aggio, referente dell’associazione MiMoAl – abbiamo tirato fuori dai cassetti il progetto del raddoppio, un progetto di cui non parlava più nessuno. Come associazione abbiamo fatto tutto il possibile per far parlare della questione, abbiamo discusso la proposta al ministero e a Rfi, e siamo contenti che ora comincino a esserci i primi risultati». Tuttavia i pendolari sono coscienti del fatto che il progetto in cantiere per la Milano-Mortara non sarà immediato, al contrario si prospettano delle tempistiche piuttosto lunghe, nella migliore delle ipotesi almeno una decina d’anni, tenendo conto di tutte le procedure e i passaggi previsti dalla legge.

    GIU’ LE SBARRE Tasto dolente del progetto sono sicuramente i passaggi a livello della tratta, che potrebbero creare dei grattacapi per lo sviluppo del piano. «Per quanto riguarda quelli vigevanesi – continua Aggio – il vero punto critico resta quello di corso Milano, per cui il comune di Vigevano sembra già avere delle idee per eliminarlo, mentre gli altri passaggi a livello sono risolvibili». A puntare il dito sul nodo di corso Milano è anche l’assessore alla viabilità Andrea Sala, il quale ha una visione leggermente diversa della situazione. «In città – afferma Sala – quello è il punto critico. Nel caso di corso Matteotti e di corso Pavia è possibile intervenire chiudendo le strade e realizzando uno scavalco, o un sottopasso che immetta su viale Mazzini, preservando quindi l’interscambio centro-periferia. Invece, in corso Milano vedo poche possibilità: ci sono l’ospedale, una strada più stretta, il naviglio, condomini. Sono scettico sul fatto che si possa trovare una soluzione percorribile».

    Carrozza Treno Vivalto Trenord

    ALTRI FRONTI Tuttavia, il recente sblocco del raddoppio non deve far distogliere l’attenzione su quelli che sono gli attuali problemi che tormentano la linea Milano-Mortara, e che da sempre l’associazione MiMoAl lamenta. «Non dobbiamo dimenticare quello che serve adesso – continua Aggio – ovvero la qualità del servizio. Ciò di cui i pendolari hanno bisogno ora sono treni nuovi che potrebbero arrivare anche nel giro di due mesi, se ci fosse volontà di farli arrivare. Sono anche le amministrazioni che devono farsi sentire, e non solo le associazioni come MiMoAl». Nonostante la Milano-Mortara risponda a tre parametri secondo cui rientrerebbe nelle tratte a cui spettano i nuovi treni, purtroppo non si sono ancora avuti riscontri in merito. Allo stesso modo, altre tratte ferroviarie che collegano Milano, hanno convogli ferroviari vecchi e una grande affluenza di viaggiatori come la Milano-Piacenza e la Milano-Voghera non hanno ricevuto i treni promessi, allargando a macchia d’olio ad altri pendolari lombardi e non il malcontento per un servizio carente.

    Rossana Zorzato

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